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ISCRO: come funziona la nuova cassa integrazione per gli autonomi

L'importo mensile varia dai 250 € agli 800 € e per ottenerla si dovranno avere specifici requisiti: ecco tutti i dettagli sulla nuova CIG per autonomi

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La Legge di Bilancio 2021 contiene numerose novità rivolte a imprese e lavoratori. Tra queste spicca la Cassa Integrazione per i lavoratori autonomi, cioè la ISCRO (Indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa) che verrà sperimentata per il triennio 2021-2023. Verrà riconosciuta a lavoratori con Partita IVA iscritti alla gestione separata INPS. Per accedere al contributo occorre avere determinati requisiti. L’importo può variare da 250 € a 800 € a seconda dei requisiti posseduti dal lavoratore.

La Legge di Bilancio è stata approvata il 30 dicembre 2020 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2021. Al suo interno sono presenti numerose misure per il sostegno e la ripresa del sistema economico-sociale. Prima che la cassa integrazione per autonomi diventi effettiva devono essere emanati i decreti ministeriali e pubblicate le disposizioni dell’INPS. Nel frattempo, vediamo le principali caratteristiche dell’ISCRO.

Cassa integrazione autonomi: a chi spetta la ISCRO

La ISCRO viene riconosciuta ai lavoratori con Partita IVA (attiva da almeno 4 anni) iscritti alla Gestione separata. Non devono quindi essere titolari di pensione diretta o avere una assicurazione previdenziale obbligatoria, non devono essere beneficiari del reddito di cittadinanza, devono avere avuto un reddito da lavoro autonomo minore del 50% rispetto alla media dei tre anni precedenti, devono avere un reddito inferiore a € 8.145, deve inoltre essere in regola con contributi.

A quanto ammonta la ISCRO

L’indennità corrisponde al 25% dell’ultima dichiarazione dei redditi presentata all’Agenzia delle Entrate. Viene erogata per sei mesi e può andare dai 250 € agli 800 € al mese. Quindi l’importo massimo complessivo è di 4.800 € in sei mesi.

Questi limiti dipendono però dall’indice Istat dei prezzi al consumo per impiegati e famiglie di operai. Per assicurare la copertura finanziaria, le aliquote della Gestione Separata aumenteranno nel 2021 dello 0,26% e nel 2022 – 2023 dello 0,51%. Questi aumenti serviranno a finanziare il progetto per il quale sono già stati stanziati 128.7 milioni di euro, di cui 70 milioni per il 2021. I successivi verranno decisi nelle prossime finanziarie.

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Come presentare la domanda di cassa integrazione per autonomi ISCRO

Per conoscere dettagli tecnici legati alla presentazione della domanda si dovranno attendere il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che dovrà essere emanato entro il sessantesimo giorno dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2021. Inoltre, occorrerà attendere le disposizioni dell’INPS in merito alla procedura telematica.

Per presentare l’istanza si dovranno certificare i redditi degli anni precedenti e presentare la documentazione all’INPS che istituirà presto una procedura telematica apposita da seguire presso la piattaforma. La scadenza per inviare la domanda e tutti i documenti richiesti è il 31 ottobre. Il contributo può essere richiesto una volta sola in tre anni.

Dopo l’invio della domanda, l’INPS provvederà a girare la documentazione all’Agenzia delle Entrate, in modo che l’ente si occupi della verifica. In caso di esito positivo, l’Agenzia informerà l’INPS che a sua volta erogherà l’indennità riconosciuta.

Per continuare ad avere l’indennità sarà necessario mantenere la partita IVA, in caso di chiusura l’erogazione cesserà e alcune mensilità potrebbero essere recuperate se considerate illecite. I lavoratori beneficiari dovranno poi partecipare a corsi di aggiornamento che verranno proposti e gestiti dall’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro).

Secondo la Ragioneria Generale dello Stato nel 2021 potranno ricevere la CIG circa 41mila liberi professionisti con Partita IVA. Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha già anticipato l’intenzione di poter concedere l’indennità anche a chi appartiene a casse previdenziali private e questa modifica permetterebbe di assicurare il contributo a molti altri lavoratori, danneggiati in modo importante dalla crisi sanitaria. Infatti, in questo caso si includerebbero i giornalisti, i medici, gli avvocati e numerosi altri lavoratori iscritti agli ordini professionali.

Questa misura è tra le tante applicate dalla Legge di Bilancio 2021. Infatti, si sottolinea che per quest’anno le Partite IVA non dovranno pagare i contributi previdenziali.

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