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Fase 2: linee guida per estetisti e parrucchieri

Dai DPI alla sanificazione dei locali, fino alle attività da evitare: quali sono le raccomandazioni di INAIL per estetisti e parrucchieri? Ecco tutti i dettagli

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Dopo i negozi all’ingrosso e al dettaglio, le aziende produttive e altri esercizi, la Fase 2 inizierà ufficialmente anche per centri estetici e parrucchieri. Inizialmente la data di riapertura decisa per queste categorie era il 1° giugno, ma secondo le ultime indicazioni sembrerebbe proprio che l’apertura sarà anticipata al 18 maggio, lasciando però a Comuni e Regioni l’ultima parola in merito.

In questo momento, oltre ad essere felici di poter tornare al lavoro, molti professionisti si chiedono quali son le regole anti-contagio da seguire nel proprio centro o salone: come accogliere la clientela? Quali sono le soluzioni da adottare all’interno del locale e i metodi di pagamento consigliati? INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli infortuni sul Lavoro) ha pubblicato le linee guida per permettere a centri estetici e parrucchieri di gestire al meglio la Fase 2.

Estetisti e parrucchieri: perché è importante seguire le regole

Il documento approvato da INAIL non contiene regole vincolanti, che invece spettano alle autorità politiche. Tuttavia, si tratta di una guida fondamentale ricca di raccomandazioni utili. Queste permetteranno a estetisti e parrucchieri di avere dei punti di riferimento strategici per gestire i clienti, evitando la circolazione del virus.

In Italia si contano oltre 260mila addetti e circa 30mila aziende che operano nei settori della cura della persona, il 73% di questi sono proprio i saloni di barbieri, parrucchieri e i centri estetici. Il lavoro comporta un rischio di contagio elevato perché si è a stretto contatto con la persona, per questo motivo è fondamentale seguire nel dettaglio tutte le raccomandazioni INAIL e le regole dettate dalle autorità.

Linee guida INAIL per estetisti e parrucchieri: i DPI

Il primo consiglio dell’INAIL è quello di concedere a questi professionisti alcune deroghe che possono favorire il distanziamento sociale, come l’ampliamento e riorganizzazione degli spazi e l’estensione degli orari di apertura o giorni lavorativi.

Accanto a questi suggerimenti, valgono le regole che vengono già applicate in altri settori. Una delle più importanti è legata all’uso dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). La mascherina da preferite è FFP2 o FFP3 senza valvola e dovrà essere utilizzata per tutto l’orario di lavoro. I guanti dovranno essere cambiati per ogni cliente. Per le attività che richiedono un maggiore contatto, come la cura della barba oppure quella del viso, sarà necessario indossare visiere facciali. Naturalmente, sarà necessario lavare le mani molto spesso, nonostante l’uso dei guanti.

Anche il cliente è tenuto a indossare la mascherina, salvo quando è richiesto un trattamento al viso, come la rasatura della barba oppure la pulizia del viso. Infine, le mantelle e gli asciugamani che usano normalmente i parrucchieri dovranno essere monouso o lavati a 60° per almeno 30 minuti dopo ogni utilizzo.

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Prenotazione dei clienti e divieto di assembramento

La ricezione del cliente per appuntamento è d’obbligo per evitare ogni tipo di assembramento fuori o dentro il locale. Per tale motivo, è opportuno capire bene quanto tempo è necessario per terminare un particolare servizio e anche del numero di persone che un singolo professionista può gestire al giorno.

Al momento dell’accesso, il cliente dovrà indossare la mascherina e dovrà depositare gli effetti personali dentro un sacchetto. Inoltre, dovrà accedere al locale da solo, a meno che non abbia bisogno di un accompagnatore per motivi di salute o altre necessità. La presenza di persone non strettamente indispensabili all’attività sarà comunque limitata o vietata.

Sanificazione e gestione del locale

Un’attenzione particolare è rivolta alla sanificazione dello spazio di lavoro. Estetiste e parrucchieri dovranno sanificare l’area e gli strumenti usati, oltre a disinfettare costantemente le superfici.

Un’altra proposta di INAIL è quella di riorganizzare lo spazio in base al tipo di attività. Per esempio, si possono prevedere delle aree pensate per il taglio capelli, mentre altre saranno predisposte per attendere il tempo di posa del colore o altro. Le diverse postazioni dovranno essere distanti almeno 2 metri l’una dall’altra ed è consigliato separarle ulteriormente con delle barriere, ideali soprattutto per le aree dedicate al lavaggio dei capelli.

Se possibile, le porte del locale dovranno rimanere aperte per favorire il ricambio d’aria e dovranno essere eliminate le riviste e altri oggetti che potrebbero essere toccati da tutti i clienti.

Ulteriori raccomandazioni per gli estetisti

INAIL chiarisce che le misure anti-contagio esistenti nei centri estetici sono già normalmente superiori a quelle di barbieri e parrucchieri. Allo stesso tempo, un’estetista ha un rapporto più stretto col proprio cliente e quindi è necessario aumentare il livello di prevenzione.

A tal proposito, INAIL raccomanda avere alcune precauzioni per i trattamenti più a rischio. Per la pulizia del viso si dovranno trovare alternative all’uso del vapore e dovranno essere fatte in locali arieggiati. Durante la pulizia del viso, il professionista dovrà usare una mascherina ad alta protezione, come le FFP2 o FFP3 senza valvola espiratoria. Al termine di ogni trattamento, dovranno essere sanificati gli strumenti e le superfici usate, dovrà essere cambiato il lenzuolino, eventuali pellicole o altro.

Inoltre, si dovrà ricambiare l’aria in modo naturale o con dispositivi artificiali. Tutte le operazioni di sanificazione e pulizia richiedono un determinato tempo: sia i parrucchieri che estetisti devono tenerne conto quando creano l’agenda degli appuntamenti. Infine, INAIL propone di sospendere l’uso di saune, bagni turchi e vasche idromassaggio.

Fase 2: come pagare?

Una nota è riservata ai metodi di pagamento. INAIL ha già trattato questo argomento nelle linee guida per bar e ristoranti. Dovranno essere incentivati i pagamenti elettronici, tramite carta – ancor meglio che contactless. In tal modo, si evita di maneggiare il contante, uno strumento tradizionalmente ricco di batteri e quindi ad alto rischio di contagio.

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