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Decreto Rilancio approvato: gli incentivi per le imprese innovative

Il DL Rilancio è stato approvato e sta per diventare Legge: quali sono i provvedimenti per sostenere le startup e imprese innovative? Ecco tutti i dettagli

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Il Decreto Rilancio sta per diventare Legge, finalmente. Dopo mesi di gestazione e il recente stop nella Commissione Bilancio di Montecitorio, ora ha avuto la fiducia del Governo e si prepara quindi a terminare il suo iter parlamentare entro il 18 luglio.

Il Decreto è nato ad aprile, ovvero al culmine dell’emergenza Covid-19, proprio per affrontare a livello economico le conseguenze del lockdown. Nelle ultime settimane ha subito diverse modifiche, tutte volte a scongiurare la crisi economica e sociale. Per realizzare le misure previste sono stati stanziati 55 milioni di euro che serviranno per aiutare cittadini, ma anche imprese, professionisti, artigiani e organizzazioni di diverso tipo. Non mancano quindi agevolazioni, finanziamenti agevolati o contributi a fondo perduto a favore delle imprese innovative ma anche degli investitori che puntano sull’ecosistema delle startup e imprese italiane.

DL Rilancio: novità per le imprese innovative

Il DL 34/20 o DL Rilancio contiene alcuni emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio. Per esempio, prevede un finanziamento da parte del Fondo Nazionale Innovazione per ogni investimento privato nei confronti delle aziende innovative. Il finanziamento viene concesso tramite il CDP Venture Capital, mentre l’investitore privato ha diritto alla deducibilità fiscale del 50% da 100 a 300 mila euro.

Altre novità sono poi contenute nell’articolo 28 dove si specifica che le startup innovative potranno rimanere nella sezione speciale del Registro delle Imprese per ulteriori 12 mesi e godere di una serie di specifiche agevolazioni.

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DL Rilancio: incentivi per gli investitori privati

Uno dei provvedimenti principali punta a incrementare gli investimenti. A tal fine, è prevista una detrazione fiscale del 50% fino ad un massimo di 300 mila euro per i privati che investono in startup innovative italiane in modo diretto o attraverso forme associate. Per poter usufruire dell’agevolazione, occorre mantenere l’investimento per almeno tre anni, altrimenti si è tenuti non solo a restituire l’importo, ma a pagare anche gli interessi.

Diverse agevolazioni mirano a favorire gli investimenti provenienti dall’estero. L’articolo 26 bis del dlgs. 286/1998 prevede un visto per investitori che ora, con il DL Rilancio, viene concesso anche a tutti coloro che puntano sulle startup mettendo in gioco almeno 250 mila euro, contro i 500 mila euro previsti in precedenza. Si dimezza l’investimento minimo in strumenti rappresentativi anche per società italiane a patto che venga mantenuto per due anni.

Incentivi in ricerca e sviluppo

All’interno del DL Rilancio è stato introdotto anche il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica 4.0 e transizione ecologica. Questo credito sostituisce quello contenuti nel DL 145/2013 che rimane attivo solo fino al 31 dicembre 2020. Per poter usufruire del bonus occorre inviare una richiesta al MISE che provvede poi alla concessione. Inoltre, il credito di imposta è stato esteso anche ai contratti di ricerca extra muros sottoscritti con le startup. In questo caso il credito è pari al 12% mentre le spese concorrono a formare la base di calcolo del credito per il 150% del loro ammontare.

DL Rilancio: finanziamenti per le imprese innovative

Naturalmente non mancano le risorse destinate a finanziamenti agevolati per le startup. A tal fine sono stati stanziati 100 milioni di euro, suddivisi in base ad obiettivi da raggiungere e relativi Fondi.

Per esempio, 10 milioni di euro verranno usati per concedere contributi a fondo perduto per servizi di accelerazione, incubatori, Business Angels e altri servizi pensati appositamente per favorire lo sviluppo delle imprese e incrementare la loro competitività a livello nazionale e internazionale.

200 milioni di euro comporranno invece il Fondo di Sostegno al Venture Capital, mentre altri 200 milioni faranno parte del Fondo di Garanzia PMI. Inoltre, l’articolo 42 del Decreto prevede l’istituzione di un Fondo per il Trasferimento Tecnologico, che grazie a una dotazione di 500 milioni di euro favorirà la realizzazione di progetti innovativi e spin-off anche grazie a partnership con enti pubblici e privati. Infine, sono stati stanziati 4 milioni di euro per il nuovo Fondo chiamato First Playable Fund che servirà a finanziare il comparto dei videogames. Le risorse serviranno a sostenere lo sviluppo di videogiochi in Italia tramite la concessione di contributi a fondo perduto che coprono il 50% delle spese, per un importo minimo di 10 mila euro e massimo di 200 mila euro.

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