Cos'è la migrazione SEO di un sito web

Quando si fa la migrazione di un sito web occorre fare attenzione alla SEO per non avere cali di traffico organico. Scopri come gestire l'operazione senza errori

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La migrazione SEO di un sito web è un’operazione necessaria quando si trasferisce un sito che ha acquisito una buona visibilità sui motori di ricerca. Solitamente si effettua su piattaforma che hanno diversi anni alle spalle, cruciali per acquisire autorevolezza agli occhi di Google. Di conseguenza, un cambiamento legato al progetto non dovrebbe in alcun modo intaccare i risultati raggiunti. Bisogna essere molto attenti alla tutela del trust maturato nel tempo che per un semplice errore può essere danneggiato durante una migrazione.

Cos’è la migrazione di un sito web: attività

Quando si parla di “migrazione” si fa riferimento a diverse attività:

  • cambio dominio
  • implementazione di un sito multilingua
  • cambio protocollo da http ad https
  • cambio piattaforma o CMS
  • accorpamento della versione responsive del sito a quella desktop
  • aggiornamento catalogo prodotti e URL

In tutti questi casi, oltre a gestire le operazioni legate alla migrazione del sito web lato sviluppo bisogna anche pensare alla SEO.

Come fare la migrazione SEO: il file Robots.txt

Innanzitutto, occorre lavorare sulla Sitemap, ovvero l’elenco di tutte le pagine della piattaforma che devono essere indicizzate da Google. Per comunicare le pagine e i contenuti da non indicizzare occorre invece compilare e caricare un altro file chiamato Robots.txt. Il consiglio è quello di creare una pagina con tutte le pagine indicizzate da Google Search complete di URL, ma anche le immagini che sono presenti su Google Immagini.

Grazie al file Robots.txt si può bloccare momentaneamente il sito (o solo alcune pagine) agli occhi di Google in modo da lavorare indisturbati e non avere danni anche dal punto di vista della SEO. Dopo la pubblicazione:

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  • tramite il file Robots.txt si possono nuovamente aprire le pagine in modo che i crawler le possano scansionare
  • verificare il funzionamento della xml (Extensible Markup Language), il linguaggio che rende i documenti digitali leggibili
  • inviare la nuova Sitemap a Google
  • monitorare traffico e statistiche in modo da rilevare importanti cambiamenti tramite strumenti come Google Search Console

Dopo il go live occorre sempre fare dei test per verificare che tutte le pagine siano indicizzate e non ci siano dei bug. Tra le tante verifiche che si possono effettuare c’è quella che riguarda il vecchio sito: permette di capire che tutte le pagine sono indicizzate e ognuna indirizza verso la pagina corrispondente della nuova piattaforma. Piccole modifiche lato posizionamento e traffico sono fisiologiche, bisogna invece preoccuparsi nel caso in cui ci siano enormi scossoni. In quel caso si è compiuto qualche errore nella migrazione del sito.

Migrazione SEO: ottimizzare i contenuti

Ogni pagina dovrà essere SEO Friendly, ovvero ottimizzata per una parola chiave. Prima dell’ottimizzazione occorre effettuare una keyword research, ovvero un’analisi che consente di capire quali sono le parole usate dal target per effettuare le ricerche online e che permettono a un sito di apparire nei risultati. In base al risultato dell’analisi, si completeranno i campi riservati alle informazioni che aiutano Google a capire cosa contiene il sito web.

Nello specifico, occorre inserire in ogni pagina:

  • H1, H2, H3…
  • URL ottimizzata
  • meta-descrizione del contenuto

Si può mantenere quella del vecchio sito oppure rinnovarla. Eventuali cambiamenti legati alla URL devono essere monitorati. Se si decide di cambiare l’indirizzo occorre effettuare un redirect, ovvero indirizzare l’utente all’interno della nuova pagina. Nel caso in cui si decida di eliminarla, si può indirizzare la persona verso una nuova pagina oppure sulla Home. Un altro accorgimento da avere quando si effettua la Migrazione SEO è la creazione di una pagina di errore 404 personalizzata. Infatti, in ogni strategia si devono prevedere gli errori e le dimenticanze e bisogna prepararsi anche a questa eventualità. Far atterrare l’utente su una pagina accattivante, che spiega cosa è capitato, evita che la persona si senta smarrita e abbandoni il sito.

Infine, occorre assicurarsi che tutti i backlink siano presenti e corretti. Infatti, l’attività di link building ha un impatto importante sulla SEO. Tra i Core Web Vitals di Google spicca anche la velocità del sito e la sua usabilità, che rappresentano oggi un fattore di ranking.

La migrazione di un sito web ha un impatto importante su tanti aspetti di un sito, ecco perchè per effettuarla senza brutte sorprese occorre affidarsi a una squadra preparata e competente. Il team di Italiaonline è pronto a supportare aziende e professionisti in questo tipo di attività.

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