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Aggiornamento Google: tutti gli update di Big G

La cronistoria degli aggiornamenti algoritmi Google: da Panda a Google Bert. I principali cambiamenti nel motore di ricerca più utilizzato al mondo. Ecco cosa c’è da sapere per essere ‘amico’ di Big G.

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Hai sentito parlare di Panda, Penguin, Pigeon? Sono i nomi di alcuni aggiornamenti Google che hanno ‘cambiato la vita’ agli specialisti SEO (acronimo di Search Engine Optimization) e, in generale, a tutti gli utenti del colosso di Mountain View.

Negli ultimi 9 anni anni Google ha aggiustato il suo algoritmo con un’unica missione: rendere i risultati della ricerca sempre più pertinenti rispetto alla query. Per farlo Big G ha messo in atto una grande operazione di pulizia. Ne hanno fatto le spese chi usava strategie poco etiche e corrette per scalare le posizioni in SERP:

  • scam: siti truffa per carpire informazioni personali;
  • content factory: siti con generatori di contenuti automatici;
  • keyword stuffing: pratica per infarcire il testo di parole chiave.

Aggiornamento Google: all’inizio fu il Panda

Anno 2001 Google lancia l’aggiornamento Panda e sconvolge il mondo del web, come ogni volta che qualcosa cambia nel suo algoritmo. Con Panda, Big G vuole colpire il link building scorretto, così come il marketing di articoli prodotti in serie, ma senza contenuti originali.

Un esempio? Le cosiddette content farm – con testi non originali e la parola chiave ripetuta in modo ossessivo – che creano un collegamento al sito web di un’azienda. Si premiano solo i contenuti di qualità e non sono più tollerati i trucchi per scalare le posizioni nel motore di ricerca, come i link spam e le tecniche SEO ‘Black Hat’.

Le novità degli aggiornamenti Google negli anni

Dopo l’aggiornamento Google Panda arrivano in serie: Penguin (2012), il Hummingbird (2013), il Pigeon (2014) e il Mobilegeddon (2015). Ecco quali cambiamenti hanno apportato:

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  • Google Penguin: è considerato un’appendice di Panda perché con esso Google potenzia gli attacchi contro i collegamenti creati con finalità ‘manipolativa’, valutando l’autorità e la sincerità degli stessi collegamenti.
  • Google Hummingbird: il focus è quello di spingere i webmaster verso una scrittura sempre più naturale. Big G comincia a concentrarsi sull’intenzione dell’utente e sull’intelligenza dei risultati di ricerca.
  • Google Pigeon: aggiornamento Google studiato per rendere i risultati di ricerca ‘locali’ – p.e. luoghi di interesse, esercizi ed attività commerciali – più pertinenti e accurati. Il nome è stato suggerito da Search Engine Land. Il motivo? I piccioni hanno un senso innato di orientamento e tornano sempre a casa.
  • Mobilegeddon: le ricerche tramite smartphone hanno volumi superiori a quelle su desktop. L’update di Google asseconda e anticipa questa tendenza: si premiano i siti con versione mobile capaci di caricarsi più velocemente e di offrire un’esperienza migliore all’utente.

Aggiornamento Google: 25 ottobre 2019 e alla fine arriva BERT

BERT abbreviazione di Bidirectional Encoder Representations from Transformers è l’aggiornamento Google più recente. La finalità? Comprendere le sfumature del linguaggio per rispondere meglio alle ricerche degli utenti. La tecnica è basata sulla rete neurale per l’elaborazione del linguaggio naturale, ovvero il Natural Language Processing (NLP).

Insomma, Big G si sforza sempre più di affinare le ricerche vocali cercando di interpretare le sfumature del linguaggio come quelle delle preposizioni “per” (“for“), oppure “a” (“to“). Sarà su questa linea anche il prossimo aggiornamento Google? Elaborare il linguaggio umano e le sue sfumature, fino ad anticipare le nostre intenzioni?

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