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PMI vittime di mancati pagamenti: come accedere al fondo del MiSE

Chiuso

Pubblicato il 08 Marzo 2020

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha istituito un fondo per le PMI in difficoltà economica a causa di mancati pagamenti. Ecco come funziona

Contenuto:

Sono tante le PMI che, a causa di un mancato pagamento, non riescono a sostenere le spese necessarie a far sopravvivere l’attività: dalle utenze, ai fornitori, fino al pagamento regolare degli stipendi. Il MiSE (Ministero dello Sviluppo) ha istituito un Fondo destinato alle piccole e medie aziende che a causa di un mancato pagamento sono in difficoltà e rischiano il fallimento.

Il Fondo è stato istituito dalle Legge 28 dicembre 2015, n. 208. Successivamente, il Decreto ministeriale 17 ottobre 2016 ha stabilito tutti i criteri, requisiti e modalità di accesso al contributo. Si tratta di una misura molto importante perché tocca un aspetto spesso trascurato ma fondamentale per la sopravvivenza di un’impresa. Le domande devono essere inviate online e verranno gestite secondo l’arrivo cronologico fino all’esaurimento dei fondi.

PMI vittime di mancati pagamenti: scheda riassuntiva

  • Nome del bando: Finanziamenti agevolati a tasso zero a piccole e medie imprese e professionisti vittime di mancati pagamenti
  • A chi è rivolto il bando: imprese e liberi professionisti in difficoltà a causa di mancati pagamenti
  • Fondi disponibili: 30 milioni di euro
  • Ente che eroga il finanziamento: Ministero dello Sviluppo Economico
  • Le date da segnarsi sul calendario: i termini sono aperti e verranno chiusi in caso di esaurimento delle risorse, e in questo caso il MISE pubblicherà un’apposita comunicazione sul proprio sito.

Obiettivo e fondo stanziato

L’obiettivo del fondo istituiti dal MiSE è aiutare le piccole e medie imprese italiane che, a causa di mancati pagamenti, si trovano in difficoltà economica. La finalità è quella di evitare che falliscano per cause esterne e quindi viene erogato un aiuto sottoforma di finanziamento agevolato.

A tal proposito, è stato istituito un fondo di 30 milioni di euro.

Soggetti interessati

I modi per accedere al contributo sono descritti all’interno della Circolare del Ministero 7 agosto 2019 n. 312471, poi modificate ulteriormente con il Decreto Crescita 2019.

Sono interessate a questa misura le PMI (piccole, medie imprese) e i liberi professionisti che, a causa di mancati pagamenti, abbiano dichiarato una potenziale crisi di liquidità.

I richiedenti devono essere parte offesa all’interno di un procedimento penale a carico dei debitori oppure iscritti al passivo in una procedura concorsuale. In questi casi, il credito dovuto deve essere riconosciuto da una sentenza di condanna.

Inoltre, le PMI devono essere nel pieno esercizio delle proprie attività ed essere iscritte al Registro delle Imprese. Mentre, i liberi professionisti devono essere iscritti presso relativi ordini professionali.

Contributo

Il contributo consiste in un finanziamento a tasso zero. L’importo non deve essere superiore al credito dovuto all’impresa richiedente, e comunque non deve superare i 500.000 euro. Il finanziamento può durare tra i 3 ai 10 anni, compresi di un periodo di preammortamento di 2 anni massimo.

Spese ammesse dal bando

L’impresa può elencare nella domanda l’importo dovuto, che deve essere dimostrato da apposita documentazione.

Termine di scadenza

Questa domanda non ha scadenza: infatti la misura è attiva e durerà fino all’esaurimento delle risorse. In questo caso, il MiSE comunicherà la novità attraverso i suoi canali ufficiali.

Procedure e invio domanda

La domanda può essere presentata telematicamente dall’impresa all’interno della sezione “Accoglienza Istanze DGIAI” sul sito di Invitalia.

È necessario compilare la domanda inserendo anche l’indirizzo PEC attivo e registrato al Registro delle Imprese. La richiesta è divisa in quattro fasi:

  • Compilazione del modulo di domanda e degli allegati.
  • Generazione della documentazione in formato PDF.
  • Firma Digitale sui documenti.
  • Caricamento online.

I liberi professionisti possono presentare la propria domanda e tutti gli allegati richiesti all’indirizzo PEC fondovmp@pec.mise.gov.it.

Nel caso in cui il contributo richiesto dall’impresa superi i 150mila euro, il MISE richiederà anche la documentazione antimafia al soggetto beneficiario. I liberi professionisti devono allegare anche la Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesa l’iscrizione al proprio ordine professionale.

Controlli ed eventuale revoca contributi

Le richieste di finanziamento vengono gestite in base all’ordine cronologico di arrivo e sono valutate secondo tre requisiti:

  • La presenza di una patrimonializzazione sufficiente.
  • La capacità del beneficiario di restituire il finanziamento
  • La regolarità con i contributi.

Inoltre, il contributo è rilasciato se il debitore è imputato o condannato in un procedimento penale con l’accusa di inadempienza. In mancanza dei requisiti richiesti ci sarà l’inammissibilità della domanda. Inoltre, se l’impresa o il libero professionista non riesce a sostenere il finanziamento o non possiede più i requisiti richiesti dalla misura, il contributo verrà revocato.

Per informazioni: mail, telefono, referente

Per domande e ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 06 54927815 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17. Inoltre, è possibile scrivere un’e-mail a:

È disponibile anche una sezione FAQ con tutte le risposte alle domande più frequenti.

L’ufficio competente è la Divisione VI – incentivi fiscali e accesso al credito a cui ci si può rivolgere per chiarimenti sulla normativa. I contatti sono:

  • Telefono: 0654927815 – 7850 – 7037 (lun-giov 9.30 – 17.00; ven 9.30 – 14.30)
  • E-mail: info.vmp@mise.gov.it
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