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Ottimizzazione SEO 2021: suggerimenti operativi ed errori comuni

La SEO è sempre in cima ai pensieri di professionisti e agenzie, impegnati a reggere il passo con l’evoluzione tecnologica dei motori di ricerca. Ecco quali sono le strategie per ottimizzazione SEO da monitorare nei prossimi mesi.

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L’ottimizzazione SEO è uno dei mezzi più potenti per attirare traffico e potenziali clienti sul sito Web. Del resto le statistiche dicono che ogni giorno vengono effettuate circa 3,5 miliardi di ricerche su Google e che soltanto lo 0,78% degli utenti fa clic sui risultati della seconda pagina, mentre la posizione nr. 1 nella ricerca organica di Google ottiene un CTR medio del 31,7% . Fantastico! Ma come si fa? Si tratta di un processo lungo, fatto di test, che non può prescindere dal considerare queste 10 tendenze per ottimizzazione SEO 2021.

Core Web Vitals

Le tre metriche di Google, annunciate a maggio 2020 e denominate Core Web Vitals servono al motore di ricerca per misurare l’esperienza dell’utente in relazione a caricamento, stabilità e interattività. In pratica servono per misurare la velocità della pagina e influenzano il ranking di Google e conseguentemente il posizionamento nel motore di ricerca. In sostanza, se due pagine hanno contenuti di qualità e pertinenti, tali metriche permetteranno all’algoritmo di decidere quale delle due sarà classificata più in alto.

SEO per dispositivi mobili

Il mobile è ormai da anni impattante sull’ottimizzazione SEO e continuerà a esserlo addirittura in misura maggiore. Del resto sempre più persone (circa l’87% dei navigatori) fanno ricerche online tramite smartphone e tablet e il posizionamento SEO mobile diventa imprescindibile per un sito ben classificato. Attraverso la Google Search Console è possibile verificare l’indicizzazione del crawler sul tuo sito e nel caso porre rimedio a eventuali errori, rendendo il sito responsive e reattivo e favorendo la permanenza più lunga dei visitatori.

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Zero clic

Il 2019 è stato l’anno degli snippet i quali, nel 49% dei casi, hanno condotto alla ricerca senza clic. Il biennio successivo ha confermato tale tendenza e i brevi sommari nella SERP hanno dimostrato di fornire agli utenti risposte brevi e accurate, aumentando la possibilità di ottenere un clic qualora i contenuti incuriosiscano gli utenti quel tanto che basta per spingerli ad approfondire.

EAT

Il contenuto, in qualità di re, non ha nessuna intenzione di abdicare e Google non perde occasione per ribadire il suo ruolo, confermando che la qualità è essenziale per il posizionamento SEO. Per centrare la qualità desiderata dobbiamo tenere presenti tre parole magiche: Expertise (competenza), Authoritativeness (autorevolezza) e Trustworthiness (affidabilità). Tali fattori vengono esaminati dal motore di ricerca per stabilire se il sito Web ha contenuti originali e utili, con particolare riguardo ai siti etichettati YMYL (Your Money Your Life) ovvero quelli i cui contenuti trattano informazioni personali e dati sensibili (p. es. finanza e salute).

Backlink di alta qualità

Ricevere link conta e parecchio per posizionare un sito sul motore di ricerca, ma a detta di un guru della SEO come John Mueller “Un singolo backlink di alta qualità da un sito di notizie di autorevolezza certificata, è molto più prezioso di milioni di link di bassa qualità da altri siti web”. In pratica ottenere backlink autorevoli, dimostra che soddisfi i criteri EAT e che stai facendo un buon lavoro di pubbliche relazioni. D’altro canto, l’inserimento di link a siti affidabili e ufficiali fornisce ulteriore credito al contenuto.

Ricerca vocale

La ricerca vocale ha cambiato il modo di interazione con i sistemi digitali, motore di ricerca compresi. La vera sfida adesso per Google, Bing e compagnia è quella di prospettare un mondo nel quale le intenzioni dell’utente siano soddisfatte ancora prima di essere espresse. FantaSEO? Può essere. In ogni caso, come riferiscono i dati di Google, è gia un fatto che il 27% della popolazione globale utilizzi quasi esclusivamente la ricerca vocale sugli smartphone, funzionalità utilizzata secondo ComScore da oltre il 50% degli utenti nel 2020.

Inoltre, analizzando la tipologia di query con ricerca vocale, Google rivela che la maggior parte sono a coda lunga e quindi molto dettagliate, il che significa che gli utenti cercano risposte specifiche alle loro domande. In sostanza si tratta di utenti già canalizzati e con maggiori probabilità di convertire. Motivo in più per considerare nella propria strategia di ottimizzazione SEO anche questa tecnologia, autentico top trend del 2021.

Contenuti mirati sull’intento

La tendenza SEO che anche nel 2021 continua a dettare la propria legge è quella di produrre contenuti non solo di valore, ma anche curati in relazione all’intento dell’utente. Si tratta di un must per posizionarsi sul motore di ricerca nelle prime posizioni. Per farlo sono necessari studi approfonditi sulle parole chiave in modo tale da scrivere sugli argomenti che le persone stanno cercando, provando sempre a fare di meglio della concorrenza (solitamente molto agguerrita soprattutto per parole chiave altamente sfidanti).

BERT: pertinenza fra query e risultato

In questa ottica di contenuto pertinente all’intento si inserisce anche BERT (Bidirectional Encoder Representations from Transformers) di Google. Tale algoritmo, attivo in più di 70 lingue, utilizza l’apprendimento automatico (Machine Learning) e l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) per comprendere meglio le ricerche e ciò che gli utenti stanno effettivamente cercando. Un passo importante di Big G verso l’assimilazione del pensiero umano e il modo di ragionare del cervello degli utenti. Nella pratica tutto ciò si traduce in un avanzamento di posizioni per i siti Web che secondo BERT mostrano i risultati migliori e più pertinenti. E se i tuoi contenuti non rientrano in questa categoria, non importa quanto dettagliato, lungo o di alta qualità sia il contenuto, perché BERT non ti classificherà per quella parola chiave giudicando il suddetto contenuto non compatibile con essa e quindi non pertinente per la query.

Pur non essendo una penalizzazione algoritmica, finalizzata a declassare i siti, BERT ottiene lo stesso risultato: promuove alcune pagine Web, sfavorendone altre simili ma non altrettanto soddisfacenti in relazione alla query di ricerca.

Algoritmo SMITH di Google

Il 2021 è stato l’anno di SMITH (Siamese Multi-depth Transformer-based Hierarchical Encoder) il nuovo algoritmo di Google, basato su BERT e potenziato. Lo scopo è quello non solo di consentire al motore di ricerca di comprendere meglio gli intenti e gli scopi delle pagine Web, ma di farlo sulle pagine più lunghe e più approfondite. La differenza pratica tra i due algoritmi è che BERT è stato programmato per interpretare le parole, mentre SMITH analizzerà i blocchi di frasi successive con le corrispondenze di testi lunghi.

Video Content

Chi vuole emergere nel Web cerca di apparire e di farsi notare nel sottofondo rumoroso dei miliardi di contenuti prodotti ogni giorno a ogni latitudine. “Mostrare di più e parlare di meno” sembra quindi un mantra da tenere a mente per seguire le tendenze dell’ottimizzazione SEO 2021. L’attenzione degli utenti è frammentata e volatile: una volta catturata deve essere coltivata con attenzione e con cura, affinché si possano convertire gli obiettivi.

L’elemento video risponde alla duplice esigenza di catturare e coltivare l’attenzione e per tale motivo non può essere escluso dalla strategia SEO. La piattaforma che ancora la fa da padrona è senza dubbio YouTube che, con oltre 1 miliardo di utenti, è il secondo motore di ricerca dopo Google. Va da sé che anche i video hanno delle regole di ottimizzazione per il posizionamento che cominciano con il corretto uso delle parole chiave e arrivano all’impiego sapiente di tecniche di editing e di montaggio. Qui di seguito giusto qualche pillola.

Come ottimizzare video YouTube

Il nome e la descrizione del canale sembrano passaggi banali, ma non lo sono. Le parole chiave giocano qui un ruolo determinante, anche se non dovrebbero mai essere ridondanti: fornire una descrizione accattivante e intuitiva di cosa tratta il tuo canale è un buon inizio. Per quanto riguarda i tag dei contenuti, YouTube fornisce la funzionalità di completamento automatico, significa che quando inizi a digitare l’argomento verranno proposti alcuni suggerimenti nel campo di ricerca, si tratta di parole chiave correlate utili per ottimizzare il video e per raggiungere il giusto pubblico di riferimento.

Intelligenza artificiale

Ultimo, ma non per ultimo, il fattore che forse maggiormente sta incidendo sul modo di fare SEO e sul digital marketing: l’intelligenza artificiale (AI) finalizzata alla personalizzazione della fruizione digitale e quindi anche della ricerca sul Web. Ma in che modo l’intelligenza artificiale incide sulle strategie SEO? Lo sviluppo tecnologico è di supporto nell’interpretare certi meccanismi informatici: ci vogliono mesi di studio per capire come funzionano gli algoritmi dei motori di ricerca usati per la classificazione delle pagine web, ma AI può accelerare i tempi e facilitare le cose.

Identificare le parole o le frasi da ottimizzare è già un buon pezzo di strada per chi fa SEO ed è qui che può entrare in gioco il supporto dell’intelligenza artificiale: nel trovare modelli in grandi insiemi di dati, come quelli sul volume delle ricerche online. Non è un caso che esistano aziende come Frase e MarketMuse che forniscono servizi AI per il marketing SEO: offrono suggerimenti su quali contenuti produrre per generare traffico di ricerca su gruppi di parole chiave specifici, nonché consigli su come migliorare i contenuti esistenti per posizionarli più in alto.

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