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Italy Going Digital, che cosa è il piano da 80 milioni per gli e-commerce

Atteso per il 27 luglio l’incontro tra Luigi di Maio e le Regioni: in ballo tante iniziative a favore delle PMI che vogliono avviare l’export. Ecco i dettagli

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La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha presentato una proposta per sviluppare percorsi di internazionalizzazione rivolti alle PMI italiane. All’interno del provvedimento viene dato ampio spazio al commercio elettronico, soluzione che permette di sfruttare la rete per vendere i propri prodotti anche all’estero. L’intero Patto per l’export può contare su una dotazione di 1,3 miliardi di euro.

Il progetto mirato alla trasformazione tecnologica e all’incentivazione dell’e-commerce si chiama nello specifico Italy Going Digital e si tratta di un vero e proprio piano nazionale che prevede una dotazione di 80 milioni di euro. L’obiettivo è appunto normalizzare il ricorso al commercio elettronico per tutte le aziende che vogliono esportare i propri prodotti e servizi all’estero. Il progetto è stato presentato a Bologna, durante l’incontro con Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna e Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Affari esteri con delega all’Internazionalizzazione delle imprese.

Obiettivi del piano Italy Going Digital

La digitalizzazione è un’esigenza impellente, che durante la crisi sanitaria si è rivelata fondamentale per tante aziende. Infatti, grazie alla rete molte realtà hanno potuto continuare a operare o non bloccare completamente la propria produzione. In questo contesto, l’e-commerce è stato uno dei canali di vendita più efficaci.

Per esempio, ha permesso a tanti negozi di vendere da remoto i propri prodotti, allo stesso tempo le piattaforma web hanno spalancato le porte alle consegne a domicilio e altre soluzioni simili. Ciò ha consentito a tante attività commerciali, ristoranti, laboratori artigianali e industrie di sfruttare le opportunità del web per continuare a operare.

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Partendo da queste consapevolezze, Italy Going Digital si pone diversi obiettivi pensati sia per le aziende B2B che per le B2C:

  • Il superamento del digital divide che caratterizza il territorio digitale, anche attraverso la promozione capillare dei pagamenti innovativi.
  • Incentivazione dell’export per tutto il sistema produttivo del Paese, cercando soprattutto di promuovere ed esportare il Made in Italy.
  • Favorire l’aggregazione tra le piccole e medie imprese.
  • Virtualizzazione delle manifestazioni fieristiche, necessità emersa soprattutto in pandemia.
  • Sostegno alle aziende nelle prime fasi dell’export.

Per raggiungere buoni risultati sarà fondamentale stimolare la creazione di competenze focalizzate sul digitale e sulle nuove tecnologie. Solo così le aziende potranno essere davvero competitive all’estero. Il progetto durerà 3 anni e prevede numerose iniziative, come un bando per la virtualizzazione delle fiere e campagne informative per le piccole e medie imprese.

Italy Going Digital: fasi del Progetto

Il piano prevede una serie di interventi mirati sia alla digitalizzazione, sia all’aumento degli e-commerce. Il primo interesserà tutte le regioni italiane dove verranno intercettati i migliori casi studio dell’export nel settore delle PMI e usati per ispirare altre aziende. Verrà anche proposta l’iniziativa “Maeci per l’internazionalizzazione virtuale delle fiere italiane con qualifica internazionale” pensato appunto per digitalizzare le fiere.

Inoltre, nel 2020 verrà realizzata una piattaforma web pensata per formare la Pubblica Amministrazione e le imprese sulle opportunità dell’e-commerce, per il quale è prevista anche una certificazione per l’acquisizione delle competenze digitali.

Verranno poi costituiti i cosiddetti Digital Export Labs a livello regionale, pensati per comprendere quali sono le esigenze e potenzialità dei diversi territori italiani. Non mancheranno bandi nazionali e regionali per erogare contributi a fondo perduto fino al 70% per lo sviluppo di e-commerce o affiliazione a piattaforma cross-border.

Il progetto verrà discusso il 27 luglio dal Ministro degli Esteri Luigi di Maio e la Conferenza delle Regioni. Ad agosto dovrebbe essere firmato l’accordo per l’avvio, occorre attendere anche la sottoscrizione da parte delle Regioni e del Maeci, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

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