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Internet of Things, la tecnologia che fa gola alle imprese italiane: i dati

La tecnologia ha avuto una battuta d'arresto ma il mercato italiano tiene: le aziende sono sempre più interessate al digitale e alle nuove tecnologie

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La pandemia ha frenato la crescita dell’Internet of Things in Italia. Questo è quanto dichiarato dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, che ha presentato i dati del nuovo report “L’internet of Things alla prova dei fatti: il valore c’è e si vede!“. Negli ultimi anni, questa tecnologia aveva fatto registrare importanti picchi, come il +24% del 2019 e il +35% del 2018. Nonostante la crisi, il mercato italiano regge e segna una flessione del 3% in linea col resto delle nazioni occidentali. Ma in quali settori può essere usato l’Internet of Things? Dove è cresciuto di più e dove invece ha frenato? E perchè porta vantaggi alle aziende, così come tutte le tecnologie?

L’utilizzo dell’Internet of Things nell’agricoltura

Il settore agricolo è polarizzato: da una parte ci sono le aziende agricole tradizionali che ancora resistono alla trasformazione tecnologica o hanno mosso i primi passi durante la crisi sanitaria, dall’altra ci sono realtà innovative che hanno integrato negli ultimi anni numerose tecnologie.

Quello agricolo è il comparto con la crescita più significativa: si parla infatti di Smart Agricolture, settore che oggi vale 140 milioni di euro e che nel 2020 è cresciuto del 17%. Tra le soluzioni più diffuse e vantaggiose spiccano quelle per il monitoraggio delle macchine agricole, che consentono di risparmiare tempo e denaro evitando di concentrarsi su attività automatiche e ripetitive, quindi ideali per le macchine. Cresce anche l’interesse verso le soluzioni di smart logistics, che sono cresciute del +4% nell’ultimo anno. Sono usate per gestire la flotta aziendale, per il trasporto merci e gli antifurti.

Le tecnologie in crisi: quali sono?

Nell’ambito dell’Internet of Things ci sono alcune soluzioni che hanno avuto delle battute d’arresto. Il calo riguarda la Smart Home (- 5%) e tutto ciò che riguarda lo Smart asset management (- 20%) in contesti diversi dalle utility.

Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Internet of things ha espresso la sua opinione in base alla lettura dei dati:

“L’emergenza non ha permesso di replicare nel 2020 l’elevato ritmo di crescita tenuto dal mercato IoT negli ultimi anni. Ma, pur in leggera flessione, il mercato è comunque in salute e presenta una buona dinamicità, con tanti ambiti che sono cresciuti rispetto al 2019, come Smart agricolture, Smart factory, Smart logistics e Smart city”.

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Angela Tumino, direttore dell’Osservatorio Internet of things ha affermato che il 2020 è stato comunque un anno molto importante per questa tecnologia. Infatti, le imprese sono oggi più consapevoli circa i vantaggi delle nuove tecnologie e ciò si ripercuoterà in futuro, quando si tornerà alla “normalità”. Le aziende conoscono anche quali sono i benefici dell’Internet of Things, che dopo la frenata avrà un ruolo cruciale anche per cittadini e Pubblica Amministrazione.

Internet of Things nell’industria

L’industrial IoT continua a crescere. Nel 2020 si è ridotto il divario tra grandi e piccole realtà aziendali, che nel 2020 si è ridotto del 5% per quanto riguarda la conoscenza e del 6% per la pratica. Il 94% delle grandi aziende è a conoscenza delle soluzioni l’industria 4.0 mentre il 68% ha avviato almeno un progetto. Tra le Pmi solo il 41% ne ha sentito parlare e il 29% ha attivato almeno un progetto.

Le applicazioni IoT più diffuse sono utilizzate per il controllo in tempo reale della produzione e del consumo di energia (Smart Factory), per supportare la logistica, tracciando la disponibilità in magazzino, e per lo Smart Lifecycle, ovvero per monitorare il ciclo di vita di un prodotto o per lo sviluppo di nuovi modelli da immettere nel mercato.

La crescita dell’Internet of Things passa anche dalla capacità delle aziende di raccogliere, archiviare e usare in modo intelligente i dati, collegandoli poi alle macchine industriali. Su questo aspetto c’è però ancora tanto da lavorare: solo il 38% delle grandi aziende e il 39% delle pmi intervistate usa i dati in questo modo. Bisogna quindi lavorare molto sull’integrazione delle tecnologie utilizzate in azienda e quindi sulle competenze digitali del personale, del management e di tutti i collaboratori coinvolti.

L’Internet of Things è solo una delle tante tecnologie che le pmi possono sfruttare per la propria crescita. L’obiettivo è appunto quello di essere competitivi, riuscendo a offrire le migliori soluzioni ai clienti e organizzando un’azienda efficiente e performante con l’aiuto del digitale e non solo.

Ma la tecnologia può anche essere usata in altri contesti, per esempio per migliorare la propria visibilità online: la Presenza è fondamentale in un mercato digitale sempre più competitivo, dove emergere e avere visibilità, è difficile. E in questo contesto, è possibile trovare le soluzioni migliori per la propria azienda tra quelle proposte da Italiaonline.

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