E-commerce in Russia: cosa cambia per le aziende italiane

Il conflitto tra Russia e Ucraina porta delle conseguenze sul commercio elettronico, ma quali sono? Ecco cosa succede e quali sono le previsioni per il futuro

Pubblicato il 30 marzo 2022
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L’attuale conflitto tra Russia e Ucraina ha ripercussioni anche sul resto del mondo e conseguenze a livello economico di diverso tipo. Anche le imprese devono pensare al loro futuro, anche chi ha un e-commerce ed è legato in qualche modo a consumatori russi. Le domande si rincorrono tra gli imprenditori: cosa succederà agli e-commerce che esportano o importano dalla Russia? Come cambierà la pubblicità e il marketing online? Quali sono i settori che risentono maggiormente di questa situazione? I quesiti sono tanti, ma per rispondere occorre analizzare la situazione.

Piattaforme e reti: differenze tra Europea e Russia

Chi vende in Russia sa bene che la rete e i servizi digitali sono molti diversi da quelli europei e quindi anche italiani. Per esempio, al posto di Amazon, i russi fanno acquisti su Ozon o Wildberries, e-commerce locali molto simili a quelli occidentali. Mentre, Google non è il motore di ricerca principale. Al suo posto, gli utenti fanno le loro ricerche su Yandex che non è un semplice motore di ricerca ma piattaforma completa e ricca di servizi che gli utenti usano per gestire la casella di posta elettronica, ordinare cibo online, scambiarsi denaro, prenotare prodotti e servizi, fare car sharing. Insomma, assomiglia all’ecosistema Google più che al motore di ricerca e detiene il 64% del mercato locale fornendo 70 prodotti e servizi digitali. La rete in Russia si chiama RuNet ed è autonoma. I viaggi si possono prenotare con agenzie di viaggio nazionali come Tutu, Aviasales o travel.yandex, molto simili a siti web come Booking.

L’E-commerce in Russia

Ormai da anni, Putin ha pensato di nazionalizzare le attività e si è tutelato anche per quanto riguarda le vendite offline e online. Importare nel Paese è sempre stato difficile perchè le aziende straniere sono chiamate a usare il marchio Made with Russia, ovvero è preferibile creare una sede nel Paese in modo da produrre in loco. Cosa vuol dire Made with Russia? Le aziende straniere possono impiantarsi nel Paese per produrre i loro prodotti oppure ciò che non si riesce a importare si riproduce fedelmente in Russia. Per esempio, ci sono tanti prodotti tipicamente italiani che vengono eseguiti grazie a figure professionali e competenze italiane ma sono prodotte in Russia. Con il conflitto non sono a rischio esclusivamente le imprese che vendono in Russia, ma anche quelle che grazie agli acquirenti russi sono cresciute di più negli ultimi anni, come il settore del lusso.

A rischio il mercato del lusso

I consumatori russi sono tra i maggiori acquirenti di prodotti di lusso e l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin mette in pericolo il 2-3% del fatturato globale. I Russi amano il lusso Made in Italy e hanno un peso importante nel valore totale del comparto. Secondo Claudia D’Arpizio, senior partner and global head of Fashion & Luxury Bain & Company ci sarà un impatto immediato sulla spesa personale a livello locale a causa delle restrizioni e della svalutazione del rublo. Inoltre, acquistare prodotti di moda in Russia è sempre più difficile. E-commerce come Yoox e Net-à-porter, non riescono più a gestire ordini e fare consegne e qualsiasi consegna è sospesa per il momento. Per quanto riguarda l’abbigliamento non di lusso, brand come Nike, ma anche Mango o H&M e altri hanno chiuso ogni attività sia online che offline. Attualmente, le aziende sono in stand by.

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Conseguenze su e-commerce e digitale

Diversi esperti in queste settimane stanno si stanno confrontando a proposito delle probabili conseguenze del conflitto. Tra questi c’è anche Umberto Bertelè, professore emerito di Strategia e chairman degli Osservatori Digital Innovation Politecnico di Milano. Secondo il professore il processo di “deglobalizzazione” accelererà: le diverse zone del mondo tenderanno a creare industrie autonome, sia per ideazione dei progetti sia per quanto riguarda la produzione.

Se ogni Paese vorrà tutelare i propri metodi di pagamento, gli e-commerce dovranno proporre diversi strumenti capaci di adattarsi alle esigenze dei consumatori. Secondo il professore, crescerà il mondo delle crypto valute anche perchè sono uno strumento valido anche ma non solo per gestire operazioni che si vogliono mantenere segrete. Inoltre, gli e-commerce dovranno essere molto più sicuri e protetti da attacchi informatici, perchè nelle ultime settimane il pericolo è aumentato e impegnarsi per tutelare sempre di più la privacy e garantire trasparenza.

La gestione di un’impresa a livello internazionale è complessa e ancora di più in una situazione di questo tipo. Le aziende che desiderano capire come agire e trovare una soluzione per sviluppare il proprio progetto e-commerce possono affidarsi a Italiaonline: siamo pronti a supportare business di ogni tipo e dimensione.

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