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Diversity Brand Index 2021: le aziende esempi di inclusione da cui prendere spunto

Inclusione, una parola chiave per il posizionamento delle aziende agli occhi dei consumatori: lo conferma anche il report Diversity Brand Index 2021

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Le tematiche di diversità e inclusione nel 2021 rivestono un ruolo fondamentale nella percezione del brand da parte dei consumatori. Un’azienda inclusiva che punta sul diversity factor è percepita come giusta, corretta, ma anche moderna e al passo coi tempi, meritevole di un maggior livello di fiducia.

Non si tratta solo di reputazione del brand: le aziende che nella loro cultura offrono un reale impegno di Diversity & Inclusion registrano anche migliori performance economiche, perché sanno raggiungere e condividere con i propri clienti dei solidi valori, comprendendone le aspettative. Un trend che è confermato dai dati del report Diversity Brand Index 2021, realizzato dalla no profit Diversity, impegnata nel diffondere la cultura dell’inclusione. Il report ha stilato la lista dei top brand a cui ispirarsi. Il Diversity Brand Award 2021 è stato assegnato a Google e alla piattaforma Virtual Lis della Rai per la sezione digital. Conoscere i progetti inclusivi può essere d’aiuto anche i brand locali o alle piccole e medie imprese: oggi l’inclusione è un aspetto cruciale per aziende di qualsiasi settore, è il momento di impegnarsi per la realizzazione di progetti davvero efficaci in tal senso.

Diversity Brand Index 2021: quanto conta l’inclusione per i brand

Nel 2020, complice anche le restrizioni dettate dalla pandemia da Covid-19, il mercato è cambiato, ma i consumatori hanno prestato sempre una maggiore attenzione ai temi dell’inclusione. Secondo i dati presentati nel report Diversity Brand Index 2021, le aziende che sono state percepite dai clienti come inclusive hanno ottenuto una crescita dei ricavi del 23%.

Il report ha analizzato un campione di 1039 cittadini e cittadine italiani e ha preso in esame 7 aree della diversity: genere e identità di genere, etnia, orientamento sessuale e affettivo, età, status socio-economico, disabilità e credo religioso. È emerso come la pandemia, a causa del lockdown e del distanziamento fisico, abbia portato a una riduzione dei brand percepiti come “maggiormente inclusivi”, che passano da 388 contro i 482 del 2019, cioè il 19,5% in meno.

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Solo un’azienda su 5 in Italia risulta impegnata realmente nei temi della diversità e dell’inclusione, come dimostra il Net Promoter Score (NPS), cioè l’indicatore del passaparola. I dati evidenziano l’88% del campione abbia una propensione a favorire il passaparola per i brand recepitici come inclusivi: le aziende ritenute inclusive hanno registrato un NPS dell’81,2%, mentre i brand ritenuti non inclusivi registrano un NPS negativo: meno 90,9%.

Questo implica che la diversità premia con un’immagine di affidabilità, che si traduce in un miglioramento delle performance economiche, l’attrazione di nuovi talenti tra i dipendenti e soprattutto di nuovi potenziali clienti.

Diversity Brand Award 2021: i vincitori a cui ispirarsi

Contestualmente al Diversity Brand Index 2021, la no profit Diversity ha annunciato anche le aziende vincitrici dei premi per l’inclusività assegnati ogni anno. Il Diversity Brand Award 2021 ha visto trionfare su tutti il big dell’hi-tech Google, mentre un’altra eccellenza da cui prendere spunto per i temi di inclusione è la Rai. La piattaforma Virtual Lis, dedicata all’inclusione delle persone affette da sordità, si è aggiudicata il premio per la sezione digital.

I top brand italiani sono 21, per via di due aziende arrivate ex aequo a questa edizione del premio dal claim “Inclusion: Make it possibile” sono: Amazon, Carrefour, Coca-Cola, Durex, Esselunga, Freeda, Google, H&M, Ikea, Intesa Sanpaolo, L’Oréal, Leroy Merlin, Mattel, MySecretCase, Netflix, Pantene, Rai, Spotify, Starbucks, TIM, Vodafone. Le loro strategie hanno integrato una cultura dell’inclusione che può essere di esempio per le altre aziende, soprattutto ora che i consumatori sono particolarmente attenti non solo ai prodotti o ai servizi offerti, ma anche alla cultura di Diversity & Inclusion che ogni brand opera e inserisce nella sua cultura aziendale.

La sfida per le imprese e i professionisti, grandi o piccoli, locali o nazionali, è quella di trovare il modo di proporre idee e soluzioni inclusive per i propri clienti. Per esempio, un ristorante può partire eliminando le barriere architettoniche, un piccolo spazio per i bambini o proporre un menù per persone cieche o soluzioni che permettano a tutti di poter scegliere in modo corretto cosa mangiare. L’inclusione si fa spesso a piccoli passi, ma anche un gesto che può sembrare una piccolezza per tante persone ha un valore enorme.

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