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Decreto Ristori: quali sono i nuovi provvedimenti del Governo per le Pmi

Il 27 ottobre il Premier Giuseppe Conte e il Ministro Gualtieri hanno presentato nel dettaglio i contributi e le agevolazioni previste dal Decreto Ristori: ecco quali sono gli indennizzi e le altre misure

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A seguito della preoccupante risalite dei contagi da Coronavirus, il 25 ottobre il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato nuovi provvedimenti di restrizione. Le misure, in vigore dal girono successivo, hanno toccato da vicino numerose piccole aziende di specifici settori. Si parla in particolare del settore ristorazione: i locali, i bar, i pub e simili dovranno possono rimanere aperti dalle ore 5:00 alle 18:00 e questo produce perdite importanti, soprattutto per tutti gli esercizi che lavorano soprattutto la notte.

Il Decreto ha poi interessato anche il settore della cultura: teatri e cinema dovranno rimanere chiusi, così come le palestre. Le misure saranno in vigore fino al 24 novembre 2020 e con queste si spera di attenuane gli effetti della pandemia. Purtroppo, tali decisioni danneggiano molte imprese dei settori indicati. Per sostenere tali attività, il Governo ha varato il Decreto Ristori, che prevede una serie di indennizzi proprio per le aziende toccate dalle ultime restrizioni. Vediamo quali aiuti economici prevede il decreto approvato il 27 ottobre.

Decreto Ristori: contributi a fondo perduto

L’aiuto più importante inserito nel Decreto Ristori è rappresentato dai contributi a fondo perduto versati automaticamente a coloro che li avevano già ottenuti in seguito al Decreto Rilancio. Il Governo assicura che i tempi di pagamento saranno brevi: le erogazioni saranno completate entro metà novembre.

Allo stesso tempo però la nuova misura ha ampliato il bacino di beneficiari: non esiste più in tetto di 5 milioni di euro di fatturato del DL Rilancio. Perciò chiunque non ne abbia mai fatto richiesta, perchè non compreso o per altri motivi, può inoltrare l’istanza all’Agenzia delle Entrate usando l’apposita procedura online.

Per accedere al contributo occorre registrare un calo di fatturato di almeno un terzo rispetto allo stesso periodo del 2019 oppure aver aperto dopo il 1° gennaio 2019.

Gli importi dei contributi sono stati annunciati da Conte e dal Ministro Gualtieri. Alle aziende interessate sarà versata una somma calibrata in base a quella già ottenuta col DL Rilancio.

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Sono state individuate quattro fasce di aiuti. Verranno corrisposte le seguenti percentuali riferite agli importi già incassati col DL Rilancio:

  • 100% agli esercizi commerciali costretti a chiudere alle ore 18:00 e che non possono organizzarsi col servizio di asporto notturno (gelaterie e pasticcerie)
  • 150% a chi ha subito un danno a causa della chiusura anticipata alle 18:00 ma che può lavorare con le consegne a domicilio e l’asporto (pizzerie, ristoranti, etc.)
  • 200% per le attività costrette a chiudere definitivamente per un mese, quindi teatri, palestre, piscine, cinema, sale giochi, scommesse e bingo, ma anche centri termali, benessere e fiere
  • 400% a chi è stato costretto a chiudere prima del DL del 25 ottobre, per esempio le discoteche.

Come detto, la platea include anche imprese con fatturato maggiore di 5 miliardi di euro (il ristoro sarà pari al 10% del calo di fatturato).

In ogni caso, non si potrà ottenere un importo maggiore di 150.000 euro. I pagamenti dovrebbero concludersi entro metà novembre.

Altre misure del Decreto Ristori

Tra le altre misure troviamo la proroga di sei mesi cassa integrazione, che si potranno usare fino al 31 gennaio 2021 o, in alternativa, ulteriori 4 settimane di esonero contributivo.

Per i lavoratori dei settori danneggiati, come spettacolo, turismo, venditori porta a porta e altri è prevista un’indennità di 1000 euro. Per le aziende costretta a fermarsi parzialmente o totalmente dopo il 25 ottobre è invece prevista una sospensione dei contributi dei lavoratori per il mese di novembre.

Infine, è previsto un blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio 2021.

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