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Cambia il Dl Liquidità, più semplice ottenere i prestiti con garanzia statale

Grazie alle modifiche apportate al Decreto Liquidità, l'erogazione dei prestiti con garanzia statale sarà più veloce

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Con la conversione (con voto di fiducia) da parte del Senato della Repubblica, il Decreto Liquidità può essere finalmente considerato a tutti gli effetti una legge dello Stato. Rispetto a come era stato licenziato dal Governo, però, il Decreto Legge n. 23 del 20 aprile 2020 ha subito modifiche tutt’altro che trascurabili, che hanno modificato in maniera sensibile alcuni suoi punti cardine.

In particolare, Deputati e Senatori sono intervenuti per rendere più semplice l’erogazione dei prestiti con garanzia statale alle MPMI. Come rilevato da più parti, infatti, il metodo inizialmente individuato dall’Esecutivo era piuttosto farraginoso, e comportava non pochi rallentamenti nell’erogazione della cifra richiesta dall’impresa (che, ricordiamo, ora possono raggiungere un massimo di 30 mila euro). Con la nuova procedura, invece, i tempi dovrebbero decisamente accorcarsi, permettendo così alle aziende colpite dall’emergenza COVID-19 di ricevere in un lasso di tempo inferiore la liquidità necessaria per continuare a lavorare.

Come cambia il Decreto Liquidità: prestito SACE più semplice

Con le modifiche approvate nella serata del 4 giugno dal Senato, al “Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese […]” viene aggiunto anche l’articolo 1 bis, che prevede che l’istruttoria bancaria venga sostituita da un’autodichiarazione dell’impresa richiedente il prestito con garanzia SACE.

Il nuovo articolo prevede una procedura più semplice per l’erogazione del prestito, composta da una “dichiarazione sostitutiva di notorietà” da allegare alla domanda presentata presso l’istituto di credito prescelto. Il testo del nuovo Decreto liquidità specifica che nell’autocertificazione il richiedente debba dichiarare, sotto la propria responsabilità:

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a) che l’attività d’impresa è stata limitata o interrotta dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 o dagli effetti derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse alla medesima emergenza e che prima di tale emergenza sussisteva una situazione di continuità aziendale;

b) che i dati aziendali forniti su richiesta dell’intermediario finanziario sono veritieri e completi;

c) che, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera n), il finanziamento coperto dalla garanzia è richiesto per sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che sono localizzati in Italia;

d) che è consapevole che i finanziamenti saranno accreditati esclusivamente sul conto corrente dedicato i cui dati sono contestualmente indicati;

e) che il titolare o il legale rappresentante istante nonché i soggetti indicati all’articolo 85, commi 1 e 2, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, non si trovano nelle condizioni ostative previste dall’articolo 67 del medesimo codice di cui al decreto legislativo n. 159 del 2011;

f) che nei confronti del titolare o del legale rappresentante non è intervenuta condanna definitiva, negli ultimi cinque anni, per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell’evasione fiscale in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto nei casi in cui sia stata applicata la pena accessoria di cui all’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74.a

La stessa autodichiarazione si applica anche ai prestiti previsti dall’articolo 13 del Decreto Liquidità, ossia quelli erogati dal Fondo di Garanzia PMI.

Come richiedere il prestito SACE 30mila euro

Alla luce di queste nuove disposizioni, dunque, le aziende o i professionisti che intendono avvalersi della garanzia statale per prestiti fino a un importo massimo di 30 mila euro dovranno allegare un’autocertificazione che attesti il proprio stato di difficoltà economica causato dal nuovo Coronavirus.

Sarà sufficiente che il titolare dell’impresa o il legale rappresentante predisponga un modello con le proprie generalità (e quelle dell’azienda) nel quale siano riportati i 6 requisiti elencati in precedenza. L’autodichiarazione andrà sottoscritta dallo stesso titolare, che la consegnerà alla banca. A questo punto l’istituto di credito non dovrà far altro che girare l’autocertificazione alla SACE e, una volta ottenuto il nulla osta, avviare la pratica per l’erogazione del prestito.

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