5 fattori che influiranno sull'internazionalizzazione delle PMI

Aziende e brand che vogliono intraprendere un processo di internazionalizzazione devono tenere conto di 5 fattori ben precisi: ecco quali sono

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Grazie alla digitalizzazione, le aziende di piccole e medie dimensioni che desiderano intraprendere un percorso di internazionalizzazione sono aumentate. Infatti, oggi è molto più semplice intrecciare rapporti con imprese straniere e vendere all’estero. Tuttavia, non si tratta di un processo semplice, occorre pianificare una strategia e considerare diversi fattori.

Ebury, fintech globale specializzata in pagamenti internazionali e nella gestione del rischio di cambio, ne ha identificati cinque, spiegando al contempo come proteggersi dai rischi quando si parla di internazionalizzazione.

Vediamo, nel dettaglio, quali sono i 5 elementi da considerare in un processo di internazionalizzazione.

I 5 fattori che influenzano l’internazionalizzazione delle PMI

Il primo fattore da considerare è lo scenario sociale e politico a livello globale.

Viviamo in un momento storico molto complesso, ma malgrado questo, le PMI vedono nellinternazionalizzazione un’opportunità di crescita e una strategia di diversificazione.

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A conferma di ciò, i dati di Ebury dichiarano che nei primi tre mesi del 2022 l’export italiano ha segnato una crescita del 23% in più rispetto al 2021, sia verso l’area Ue che verso i mercati extra Ue.

Il secondo fattore riguarda la trasformazione digitale che ha reso possibile uno sviluppo di nuovi canali di vendita, sia orientati ai mercati locali sia verso quelli globali.

Il terzo fattore si focalizza sulle piattaforme digitali: il report dichiara che gli e-commerce generano un volume di affari globale che supera i 12.000 milioni di dollari, prevedendo una crescita sarà esponenziale che supererà i 21.000 milioni di dollari nel 2027.

Il quarto fattore da considerare è che proprio a causa di questi nuovi strumenti, molti dei tradizionali partner commerciali delle PMI, come importatori, distributori e logistica, vedranno il proprio ruolo cambiare.

Infine, l’ultimo fattore individuato riguarda la gestione dei pagamenti e del tasso di cambio, elemento difficilmente prevedibile e soggetto a una forte instabilità. Per ovviare al problema è bene fare una programmazione attenta dei pagamenti e incassi nel corso dell’anno nel Paese di appartenenza, cercando di proiettare il tasso di cambio al quale tali flussi si chiuderanno.

Le strategie di internazionalizzazione devono tener conto dei 5 fattori appena citati.

L’importanza strategia degli e-commerce per le PMI

I fattori individuati sottolineano come che gli imprenditori sia diventata impellente la necessità di digitalizzare i propri processi di vendita e l’e-commerce in particolare è uno dei canali più efficaci per vendere all’estero e costruire una rete di relazioni su scala internazionale.

Alla luce di questi dati rilevati da Ebury nell’ambito dei processi di internazionalizzazione delle PMI, l’e-commerce si dimostra un trend in crescita in Italia e nel mondo, ed è molto importante investire in piattaforme ottimizzate e funzionali per poter raggiungere efficacemente i mercati esteri.

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