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Recovery Fund: priorità a digitale e Impresa 4.0

Mentre il Senato lavora alle linee guida per la gestione del Recovery Fund, il Presidente del Consiglio Conte ha ribadito l'importanza di accelerare su green e transizione tecnologica

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito l’importanza di destinare una buona parte del Recovery Fund all’Impresa 4.0. Le sue dichiarazioni sono arrivate in occasione dell’intervento alla Camera dei Deputati del 14 ottobre, che ha anticipato il Consiglio Europeo del 14 e 15 ottobre.

Il Piano di ripresa del Paese sarà quindi mirato a colmare il gap tecnologico: occorre incentivare la transizione digitale e la sostenibilità nei diversi settori produttivi, due elementi già largamente diffusi in altri Stati Membri dell’Unione Europea. Il divario è troppo ampio e rischia di penalizzare ulteriormente l’Italia, rendendola meno competitiva. Il Presidente ha dichiarato che almeno il 40% degli investimenti sarà indirizzato all’efficientamento energetico, all’economia circolare e, in generale, alla sostenibilità ambientale; mentre il 20% servirà per favorire la diffusione del digitale e delle nuove tecnologie tra imprese, PA e cittadini. Anche il Ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli ha ribadito tali concetti. Nel frattempo, il Senato sta lavorando alla gestione del Recovery Fund.

Piano Transizione 4.0: tra digitale e sostenibilità

Secondo il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, occorre investire sul piano Transizione 4.0, ed in particolare sulla smart manufacturing, destinando al progetto circa 25 miliardi. Patuanelli auspica all’introduzione di una serie di agevolazioni per le imprese che abbracceranno il 4.0. Per esempio, aveva parlato di un aumento del credito di imposta dal 12% al 20% per tutte le attività di Ricerca e Sviluppo e altri strumenti per aumentare la platea.

Patuanelli ha confermato l’importanza di accelerare la digitalizzazione, senza sacrificare la sostenibilità: “Noi vogliamo una transizione vera che ci porti ad avere sistemi produttivi compatibili con l’ambiente, ma per fare ciò abbiamo bisogno di discontinuità e le imprese devono avere la voglia di innovare e innovarsi”. Occorre quindi avere poche idee progettuali ad alto impatto, sufficienti a trainare il Paese verso il cambiamento.

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In questo contesto, il Piano Transizione 4.0 assume un ruolo cruciale: il Mise a maggio ha stanziato altri 7 miliardi destinati a tutte le aziende che punteranno di più su innovazione, ricerca, sviluppo, design, innovazione estetica, formazione 4.0, green. Questi sono i settori decisivi per la ripartenza dell’economia italiana, su cui interverrà anche il Recovery Fund.

Recovery Fund: qual è il piano del Senato?

Le commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato hanno stilato le linee guida sul Recovery Fund concentrandosi sulla smart manufacturing. Il loro documento auspica a un potenziamento degli strumenti che hanno dato i migliori risultati in termini di innovazione, accelerando la crescita e stimolando la produttività. In particolare, si raccomanda la stabilizzazione del piano Impresa 4.0 e il superbonus 110 per cento, che porterà il settore edilizia a ridurre i consumi energetici ma avrà ripercussioni positive anche negli altri comparti economici.

Nel documento non manca un chiaro riferimento ai sostegni nei confronti di startup e Pmi innovative, ma anche allo sviluppo dei competence center e i digital innovation hub: queste organizzazioni infatti hanno un ruolo cruciale nel diffondere in modo uniforme l’innovazione.

Infine, il Governo dovrà continuare a lavorare per affiancare le aziende che desiderano intraprendere un percorso di internazionalizzazione, aiutandole sia con incentivi mirati, sia con piattaforme e soluzioni digitali.

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