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Rapporto ISTAT 2021: la fotografia della digitalizzazione in Italia

L'ISTAT analizza la situazione socio-economica in Italia durante la pandemia, soprattutto in riferimento alla digitalizzazione. Tanti spunti per le pmi

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Il Rapporto Annuale ISTAT è un importante punto di riferimento per comprendere l’andamento socio-economico dell’Italia in un momento storico molto delicato. Giunta alla sua ventinovesima edizione, l’indagine del 2021 scatta una fotografia alla situazione creata dal Covid-19 e soprattutto cerca di prevedere quali saranno gli effetti della pandemia sulla società e sull’economia. Una sezione in particolare può interessare chi è immerso nel tessuto economico, chi vuole avviare o gestire un’impresa: il capitolo sulla digitalizzazione del sistema produttivo. Ci racconta a che punto siamo con la trasformazione tecnologica e quali sono le previsioni per il futuro.

Rapporto ISTAT 2021: digitalizzazione essenziale

La pandemia ha rivoluzionato abitudini e comportamenti degli italiani e ha toccato qualsiasi ambito, anche e soprattutto quello imprenditoriale. Chiusure, lockdown e restrizioni sarebbero state ben più dure se non ci fossero state le tecnologie ad aiutare imprese e professionisti. Non a caso, il 2020 è l’anno in cui è esploso definitivamente lo smartworking, modalità lavorativa che ha consentito a tanti lavoratori di continuare le proprie attività da casa. Ma qual è la dimensione esatta di tale adattamento?

L’ISTAT sottolinea che solo il 4,1% delle aziende digitalmente mature ha ridimensionato le proprie attività, ma ora che stiamo vivendo (e vivremo) la cosiddetta “nuova normalità” la digitalizzazione e la sostenibilità saranno due elementi imprescindibili per l’Italia, anche perchè sono tematiche spinte dall’Europa e dal Next Generation Eu, programma che raccomanda ai Paesi Membri di investire almeno il 20% delle risorse sul cambiamento digitale. L’Italia ha destinato il 27% dei 235 miliardi del PNRR a questo tipo di interventi.

Le aziende dovranno quindi accogliere ancora di più le sfide della digitalizzazione. Bisogna crederci ancora di più anche perchè il nostro Paese è quartultimo su 28 Stati Membri UE per il livello di digitalizzazione del tessuto socio-economico. Il 42% dei cittadini italiani tra 16 e 74 anni ha competenze digitali di base contro la media europea del 58%, mentre solo il 22% ha skill avanzate, contro il 33% della media Eu. Le competenze digitali sono un tasto dolente per le aziende italiane, ma sono anche l’elemento chiave per il progresso.

Rapporto ISTAT 2021: competenze digitali necessarie

Secondo l’indagine, il nostro Paese conta meno del 40% di occupati in professioni ICT con formazione universitaria, contro il 66% della media europea. Allo stesso tempo, nelle piccole e medie imprese più della metà dei lavoratori utilizza la rete per eseguire le proprie mansioni. C’è ancora tanta strada da fare per le aziende nostrane, occorre lavorare e investire ancora molto sulle competenze digitali: nel 2020 il numero di specialisti in tecnologie digitali è incrementato del 77% e 50% rispettivamente in Paesi come Francia e Germania e solo del 18% in Italia. Nonostante l’organizzazione interna delle pmi fatichi a diventare completamente informatizzata e non si abbiano abbastanza risorse interne specializzate, la comunicazione col cliente si sposta sul digitale.

Comunicazione coi clienti sempre più digitale

Durante la pandemia, e-commerce, social network e canali digitali hanno avuto un ruolo cruciale per le aziende, perchè sono stati l’unico punto di contatto col cliente. Ciò ha indotto molte imprese a curare la visibilità oltre a migliorare servizi digitali per la clientela, come newsletter, corsi e consulenze a distanza, consegna a domicilio e vendita online. Tuttavia, ancora tre quarti delle imprese con almeno tre impiegati non è interessata e migliorare tali aspetti.

Uno degli aspetti più importanti emersi dal report ISTAT è che le aziende sono sempre più interessate alla presenza sui social media. Già prima del Covid-19 erano usati dal 45% delle grandi imprese e si prevede che a fine 2021 il loro uso venga normalizzato nel 60% delle aziende con più di 250 dipendenti. Questi dati sono cruciali perchè fanno capire come oggi sia fondamentale abbracciare la digitalizzazione curare ogni aspetto della propria strategia di marketing online.

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