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PMI, oltre 110 milioni di euro per i voucher digitali

La digitalizzazione delle aziende è ora una priorità: le Camere di Commercio affiancano gli imprenditori tramite voucher digitali e PID

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La digitalizzazione rappresenta un passo fondamentale per affrontare le sfide poste dalla crisi sanitaria ed economica. Per aiutare le aziende a superare l’emergenza, le Camere di Commercio hanno realizzato diverse iniziative. Tra queste spiccano i voucher digitali che possono essere usati per l’acquisto di servizi e beni strumentali, consulenza, formazione legati a tecnologie 4.0.

La misura è pensata per tutte le micro, piccole e medie imprese italiane che in pochi anni hanno visto il proprio settore di riferimento tendere sempre di più verso l’impiego di nuove tecnologie sia a livello di produzione che di organizzazione aziendale. Le Camere di Commercio per il triennio 2020-2022 hanno deciso di aumentare i fondi riservati ai voucher, stanziando oltre 51 milioni di euro. Ammonta così a circa 110 milioni l’importo complessivo delle agevolazioni, che viene messo a frutto anche grazie ai Punti di Impresa Digitale o PID.

Punti Impresa Digitale: come funzionano e perché sono importanti

L’importanza dei Punti di Impresa Digitale è stata sottolineata da Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, con le seguenti parole: “In questi tre anni, attraverso i Pid, abbiamo aiutato oltre 200mila imprese a scoprire i vantaggi della digitalizzazione supportandole con servizi mirati nell’adozione delle tecnologie abilitanti e dei nuovi modelli di business 4.0. Spingere sulla digitalizzazione delle imprese e sull’adozione delle tecnologie 4.0 porterebbe un incremento di oltre un punto e mezzo di PIL nel breve termine. Per questo è fondamentale intervenire in maniera massiccia su questo tema a sostegno della ripresa della nostra economia”.

I Punti Impresa Digitale sono stati introdotti nel 2016 col Piano Industria 4.0 istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre ai PID, il piano prevede anche la nascita degli Innovation Hub e dei Competence Center, centri specializzati e capaci di condurre le aziende verso la trasformazione tecnologica e nella fattispecie verso le tecnologie 4.0.

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I Punti Impresa Digitale sono quindi luoghi fisici, che fanno riferimento alle Camere di Commercio del territorio italiano, a cui le aziende che vogliono aprirsi alla trasformazione digitale possono rivolgersi per avere un affiancamento e un aiuto concreto.

Punti Impresa Digitale: i numeri durante la pandemia

L’importanza di questi organi è stata evidente anche durante l’isolamento domestico: sono stati organizzati tutorial online seguiti da più di 80 mila imprenditori, mentre oltre 4mila lavoratori hanno partecipato agli oltre 100 webinar organizzati a partire dal mese di marzo 2020. Le materie erano le più disparate: dalla riconversione del proprio business in ottica digitale fino a consigli e regole per lavorare in smartworking.

Più di 1300 imprenditori hanno poi effettuato il test di maturità digitale della propria impresa. Circa 200 digital promoter delle PID di tutta Italia hanno dato supporto agli imprenditori su temi come e-commerce e motori di ricerca. I voucher digitali sono strettamente connessi ai Punti Impresa Digitale. Ecco perché le Camere di Commercio hanno deciso di incrementare i fondi, arrivando a circa 110 milioni di euro.

Per intercettare i migliori progetti di rinascita digitale, i PID hanno lanciato il concorso “Top of the PID” che ne 2020 mira a individuare le idee più innovative che permettano alle aziende di ripartire dopo il Covid-19 grazie all’impiego intelligente ed efficace delle nuove tecnologie.

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