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Decreto Agosto, tutte le norme approvate per le PMI

Il Governo ha presentato il Decreto di Agosto: 25 miliardi per sostenere il rilancio delle imprese. Ecco le misure per le PMI

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Il “Decreto Agosto” è stato approvato ufficialmente nel Consiglio dei Ministri tenuto nella serata di venerdì 8 agosto. Il Governo ha stanziato ulteriori 25 miliardi di euro per supportare la ripresa delle aziende in questo momento difficile. La fine del lockdown ha lasciato ferite profonde nel tessuto economico italiano e per far ripartire l’economia è necessario un intervento dello Stato. Con questi 25 miliardi, che si vanno ad aggiungere a quelli già stanziato con il Decreto Cura Italia, il Decreto Liquidità e il Decreto Rilancio, la somma totale supera i 100 miliardi di euro.

Il Decreto Agosto contiene molte misure che riguardano direttamente le PMI e più in generale le aziende italiane. Il Governo ha finanziato per altri 18 settimane la Cassa Integrazione, anche se con requisiti differenti da dover rispettare; approvato un pacchetto fiscale che proroga il pagamento delle tasse in arrivo nei prossimi mesi e infine è stato annunciato un piano di decontribuzione per tutte le aziende che assumeranno personale al Sud. Un piano molto articolato quest’ultimo che durerà più anni in modo da poter rilanciare in maniera sistematica il lavoro nelle Regioni del Sud.

Decreto Agosto, le misure per il lavoro

La misura più importante e attesa dalle imprese è stata confermata: la cassa integrazione è stata estesa per ulteriori 18 settimane e la si potrà utilizzare fino al 31 dicembre. Il Governo, però, ha voluto istituire anche delle regole per impedire un utilizzo improprio della CIG.

In primis è stato aggiunto un contributo ulteriore da parte delle aziende pari al 9% o al 18% della retribuzione che spetta al lavoratore per le ore non prestate. Le aziende che hanno avuto una perdita superiore del 20% del fatturato non devono pagare questo contributo.

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Le PMI che invece non chiedono la cassa integrazione dopo averla usata nei mesi precedenti, potranno richiedere un bonus sui contributi pari a quattro mesi da utilizzare entro il 31 dicembre 2020.

La proroga della cassa integrazione porta anche a un’ulteriore norma: il blocco dei licenziamenti per le imprese che utilizzano la CIG. Non c’è una data precisa, ma il tutto è legato al periodo di utilizzo della cassa integrazione. I licenziamenti non vengono bloccati per le imprese fallite o in liquidazione.

Bonus anche per le aziende che assumono, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato: possibile richiedere un esonero dei contributi per sei o per tre mesi, fino a un massimo di 8.060 euro in un anno.

Decreto lavoro, gli incentivi per le imprese

Per non far morire le PMI sono necessari anche degli incentivi che non siano solamente legati al lavoro, ma anche e sopratutto alla liquidità. Il nuovo Fondo per la filiera della ristorazione segue proprio questa linea: il Governo lo ha finanziato con 400 milioni di euro e le imprese potranno ottenere fino a un contributo a fondo perduto di 2.500 euro per l’acquisto di prodotti di filiere agricole, alimentari e vitivinicole italiane. Il tutto per rilanciare il Made in Italy anche all’interno dei ristoranti italiani. Per poter richiedere l’accesso a questo fondo, però, è necessario che il fatturato tra marzo e giugno 2020 sia diminuito di almeno il 75% rispetto allo stesso periodo del 2019 oppure che l’attività sia stata aperta dopo il 1 gennaio 2020.

Rifinanziate con nuovi fondi anche alcune delle principali misure di sostegno agli investimenti innovativi. Alla Nuova Sabatini sono stati assegnati 64 milioni di euro, mentre 500 milioni di euro sono destinati ai contratti di sviluppo. 50 milioni al voucher innovazione che ha ricevuto molte richieste da parte delle aziende. Infine, 7,8 miliardi sono destinati a rifinanziare per il triennio 2023-2025 il Fondo di garanzia PMI.

Decreto lavoro, le misure fiscali per le PMI

Fin da marzo il Governo ha prorogato più volte le scadenze fiscali, per dare un po’ di ossigeno alle tante imprese che sono state costrette a chiudere durante il periodo del lockdown. Con il Decreto Agosto è stato deciso che le tasse non pagate possono essere rateizzate nel tempo per dare modo alle imprese di avere liquidità nei prossimi mesi.

Come funziona la rateizzazione? Le tasse da pagare vengono divise in due tranche. Un 50% dovrà essere pagato da inizio settembre, in un’unica rata oppure in quattro. Il restante 50%, invece, può essere spalmato in 24 mesi, iniziando a pagare da gennaio 2021.

Per le imprese del Sud, invece, ci sarà una defiscalizzazione che non riguarda solo la parte contributiva, ma in toto del cuneo fiscale, a partire dal primo ottobre 2020 fino al 2029. Si parte con uno sconto pari al 30% e si scende fino al 10% per il triennio 2027-2029. Per questa defiscalizzazione verranno utilizzati molto probabilmente i fondi in arrivo dal Recovery Fund.

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