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Bonus pubblicità 2020: domande da settembre

Dal 1 settembre le imprese possono inviare le richieste per ottener e il bonus pubblicità: ecco come funziona e che cosa è

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Tra le novità in tema di misure a sostegno delle imprese a seguito dell’esplosione del Covid-19 c’è anche il bonus pubblicità 2020. In realtà per le aziende non si tratta di una novità assoluta, essendo presente da oramai diverso tempo, ma quest’anno cambiano i requisiti per inviare la richiesta. Il Bonus pubblicità si tratta di un credito d’imposta in compensazione che le imprese possono richiedere all’Agenzia delle Entrate.

Il DL Cura Italia prima e il DL Rilancio poi, hanno aperto una nuova finestra per richiedere l’incentivo. Inizialmente, infatti, il bonus poteva essere richiesto solo dal 1 al 31 marzo 2020, ma il Governo, data l’eccezionalità del momento, ha deciso di fissare una seconda finestra e di estendere il bonus a un numero molto più ampio di imprese. Il Dl Rilancio e il DL Cura Italia, però, non hanno cambiato la cornice di utilizzo del bonus: la pubblicità sui social network non è compresa. Si può richiedere il credito d’imposta solo per gli investimenti fatti sui giornali quotidiani o periodici e le emittenti radiofoniche e televisive. Ecco le novità del bonus pubblicità 2020.

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Bonus pubblicità 2020: cosa cambia per le PMI

Le domande per il bonus pubblicità 2020 possono essere inviate da 1 al 30 settembre. Si tratta della seconda finestra temporale aperta quest’anno, resa necessaria dallo scoppio della pandemia. Il Governo ha anche deciso di cambiare le normali regole del bonus pubblicità. Infatti, fino allo scorso anno, il credito d’imposta era del 75% rispetto alla parte incrementale investita in pubblicità rispetto l’anno precedente. Per il 2020 le regole sono cambiate: il credito d’imposta è del 50%, ma viene calcolato sull’intera somma investita in pubblicità. E vale anche per le imprese che lo scorso anno non hanno speso nulla in questo settore.

In questo modo il numero di imprese, grandi e piccole, che possono partecipare e richiedere il bonus pubblicità è molto più elevato rispetto al passato. L’obiettivo è invogliare anche le imprese che non hanno mai investito in pubblicità a farlo per far ripartire l’economia.

Il bonus pubblicità riguarda le spese effettuate da piccole, medie e grandi aziende riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali effettuati su:

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  • giornali quotidiani e periodici (nazionali o locali), pubblicati in edizione cartacea o editi in formato digitale iscritti presso il competente Tribunale ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione e, in ogni caso, dotati della figura del direttore responsabile;
  • emittenti radiofoniche e televisive locali iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione.

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