Ore 18, si avvicina la Fase 2: come gestire i figli se si va in ufficio? - Corporate

Proseguiamo con Ore 18, il nostro spazio quotidiano che lanciamo appunto alle 18, un’ora cruciale di bollettino della giornata trascorsa, in particolare in questo periodo in cui tutti stiamo fronteggiando l’emergenza Coronavirus.

Anche alle 18, noi di Italiaonline rimaniamo aperti virtualmente a tutto il Paese. E anche se #iorestoacasa, noi continuiamo a essere come prima operativi e vicini ai nostri clienti.

Si avvicina la Fase 2 con la riapertura del 4 maggio, anche se ancora non è chiaro se sarà identica per tutto il Paese o, come pare, diversificata a seconda delle regioni. Punti interrogativi ce ne sono ancora molti, tra i quali uno molto importante, ossia la gestione dei figli con le scuole chiuse fino a settembre, giacché l’anno scolastico 2019-2020 è ormai dato per chiuso a parte l’esame di maturità, ma soltanto orale e probabilmente online. Grande quindi è la difficoltà di molte famiglie con bambini che devono tornare al lavoro e che non sempre possono contare sui nonni.

Ed è proprio una community di famiglie, quella di Yoopies, piattaforma internazionale di incontro fra domanda e offerta di assistenza all’infanzia e servizi alla famiglia, che ha risposto a una indagine recentissima fatta da Yoopies su come affrontare la Fase 2. Delle famiglie prese in esame, il 53% è composto da entrambi i genitori che dovranno tornare in ufficio. Senza asilo e scuola, fra le soluzioni per gestire i figli è il ricorso a una baby sitter quello a cui ben il 50% di queste famiglie indica come unica soluzione. Al proposito, l’altro problema è che il bonus baby sitter previsto dal decreto Cura Italia non è assolutamente sufficiente a coprire le spese.

A proposito del bonus baby sitter, ricordiamo che può essere richiesto tramite la pagina del sito Inps dedicata e che varia da 600 a 1000 euro a seconda della categoria professionale cui appartengono i genitori richiedenti.

Al momento, come riporta il sito Agenda digitale, non ci sono conferme su una proroga del bonus e su nuovi fondi, ma sembra certo che si andrà verso una proroga del congedo parentale da utilizzare in sostituzione al voucher baby sitter. È sufficiente? Certamente no. Il MIUR sta studiando delle soluzioni, ma appare chiaro che ad esempio per asili nido e materne i problemi riguardanti la distanza di sicurezza necessaria appaiono insormontabili.

Nel frattempo, c’è chi si organizza in attesa di chiari di luna. Il Comune di Milano sta pensando a una summer school per dare una mano alle famiglie che tornano al lavoro, in attesa che le scuole riaprano: è un’ipotesi che il sindaco Sala ha chiesto di sviluppare. A riguardo, il Comune stava già ipotizzando di potenziare i centri estivi e adesso potrebbe rivederne in parte la formula, puntando molto sui luoghi all’aperto. Infatti, all’estate dei bambini milanesi sta lavorando anche Milanosport, società del Comune, per raddoppiare i campus prolungandone la durata. Nel rispetto, ovviamente, delle distanze di sicurezza. E proprio Milanosport ha offerto al Comune gli spazi all’aperto di alcuni suoi centri per il progetto summer school. Provando a immaginare un futuro che, per adesso, è ancora molto incerto.