Native Advertising, esce Custom Magazine. Intervista a G. Mirra - Corporate

Italiaonline lancia Custom Magazine, un progetto di Native Advertsing costruito su misura dell’inserzionista a cura della concessionaria Adv e del team editoriale. Gabriele Mirra, Vice President Business Unit Portal, ne parla in un’intervista a Pubblicità Italia Today con Serena Poerio.

Di seguito l’intervista completa.

Italiaonline punta sul Native Advertising e lancia Custom Magazine

Con 15 milioni di utenti unici al mese e 2,5 miliardi di page views mensili, Italiaonline, holding che da febbraio 2013 raggruppa tutti i brand e gli asset di Matrix e di Libero, si prepara a un’altra novità. “Il nostro network – ha raccontato a Today Pubblicità Italia Gabriele Mirra, Vice President Business Unit Portal della società -, si compone di Libero e Virgilio, a cui abbiamo affiancato nuovi portali verticali (Di·Lei, Total Tech, Qui Finanza, SportStadio, MotorLife e SiViaggia, cui si aggiungono le utility 1254 e Apritisito e la piattaforma video ViTV, ndr), sfruttando la grande audience per indirizzare traffico profilato su specifici argomenti e contenuti”.

Da questa esperienza è nato Custom Magazine, un progetto digitale unico, per concept e formato, completamente personalizzato sulla base delle specifiche esigenze di comunicazione dei clienti con cui la concessionaria di pubblicità di Italiaonline, arricchisce la propria offerta adv. “Più che un progetto pubblicitario – ha commentato il manager -, Custom Magazine è una modalità di costruzione di progetti tailor made per i nostri inserzionisti. E’ un prodotto editoriale che cercheremo di posizionare secondo una logica di traffico concordato con il cliente, e i cui contenuti verranno rilanciati da tutte le properties di Italiaonline. Si tratta di un magazine digitale, un prodotto editoriale i cui contenuti o sono prodotti e aggregati da noi oppure sono prodotti dallo sponsor e aggregati da noi che ci occupiamo della content curation, e sono inseriti all’interno di un template specifico concordato e coerente con gli obiettivi della campagna pubblicitaria dell’inserzionista”.

Spazio quindi al native advertising con riferimento alla comunicazione del valore di un brand tramite un contenuto. “Il progetto si slega dall’adv più classica, andando nella direzione di un’integrazione più forte tra contenuti e advertising – spiega Gabriele Mirra -. Al suo interno, Custom Magazine può avere contenuti di tipo testuale ma anche multimediale, che possono essere corredati da vari widget di tipo social per stimolare engagement e dialogo bidirezionale tra brand e utente finale. Inoltre, sfruttando la forza del network complessivo di Italiaonline, siamo in grado di generare traffico importante dal punto di vista della quantità ma anche di indirizzare sui custom magazine gli utenti in target con le aspettative dell’inserzionista”.

A occuparsi di Custom Magazine sarà prevalentemente il team editoriale di Italiaonline composto da circa 30 persone, cui si affiancherà un team che opera su progetti tailor made. Riguardo il peso del mobile sul totale del traffico, Mirra ha commentato: “Il mobile pesa sempre di più e costituisce una grande opportunità per il mercato in generale nei prossimi mesi. Ormai si fruisce più da mobile che da pc o altri mezzi. Le audience sono liquide e la nostra dieta mediatica quotidiana è articolata. Tuttavia, esiste ancora uno sbilanciamento tra le audience generate da device mobili e gli investimenti che su quegli stessi device mobili arrivano”.

Mutano quindi le modalità di comunicazione, per cui mentre da una parte c’è una logica che premia i grandi numeri, e dall’altra bisogna assecondare l’esigenza di comunicazione con pubblici specifici. “In Internet l’esigenza di un inserzionista non è mai costante nel tempo – ha proseguito il manager -, perché gli obiettivi di comunicazione cambiano, e noi intendiamo rispondere nel modo più efficace possibile alle diverse esigenze di comunicazione dei nostri inserzionisti. Ci sono tantissime attività di comunicazione che necessitano di andare sui grandi numeri: per una campagna di branding importante che ha bisogno di essere vista in modo globale, ad esempio, difficilmente si prescinde da un polo come il nostro. Allo stesso tempo, c’è anche la necessità dell’inserzionista di parlare con un pubblico più definito e i nostri portali verticali hanno quello scopo. Sulle modalità di segmentazione dell’audience, inoltre, si stanno diffondendo sempre più modalità profile driven, per essere indirizzati solo al proprio target di riferimento. Avendo numeri così importanti, siamo in pole position per raccogliere questa sfida e opportunità”.