Riportiamo l’intervista a Gabriele Mirra pubblicata sul quotidiano Italia Oggi.

La strategia della società che controlla Libero e Virgilio. Nuove pubblicità nelle email. Portali e siti specializzati, con un occhio anche alle pmi

di Irene Greguoli Venini

Operazioni di comunicazione digitale a largo raggio, grazie alle audience di Virgilio e Libero, ma anche mirate attraverso il lancio di portali specializzati, potenziando pure l’offerta pubblicitaria locale con l’obiettivo di intercettare i piccoli inserzionisti che usano sempre di più il web per promuoversi. Sono queste le direzioni di sviluppo che Italiaonline sta cercando di imprimere alla propria strategia.«Quest’anno il mercato pubblicitario soffre, anche se il digitale rimane il mercato che soffre meno. Noi restiamo positivi perché la crescita di Internet anche nei prossimi anni non è in discussione», spiega Gabriele Mirra, vice president della business unit Portal, che per ora non conferma se saranno raggiunti gli obiettivi di raccolta dichiarati per il 2013, ovvero 130 milioni di euro.

«Italiaonline riunisce gli asset di Libero e di Matrix, tra cui i più importanti sono Libero.it e Virgilio.it e il servizio 1254. Attraverso tre business unit operiamo su tre mercati, ovvero quello della pubblicità nazionale, che pesa per il 70% dei ricavi, della pubblicità locale, per il 15%, e dei servizi tecnologici alle imprese, come data center e cloud computing, che conta per un altro 15%», continua Mirra. Nell’ambito della divisione Portal, dedicata alla gestione di Libero e Virgilio sia dal punto di vista marketing che da quello commerciale tramite la concessionaria Italiaonline Adv, viene sviluppata l’offerta nazionale, rivolta ai centri medi a e ai top spender del mercato pubblicitario. «Facciamo leva sulle grandi audience di Virgilio e Libero, che insieme raggiungono 19 milioni di utenti unici al mese e rappresentano una reach di mercato del 65%, per proporre operazioni di comunicazione a forte impatto». La strategia dell’azienda è anche usare Virgilio e Libero come piattaforme di lancio di nuovi prodotti verticali che, «soddisfacendo le esigenze di specifici pubblici, consentono agli inserzionisti di indirizzare i loro messaggi pubblicitari a segmenti di audience ben definiti». In questa logica rientrano alcuni nuovi brand come DiLei.it, un web magazine femminile, e TotalTech, dedicato al mondo tecnologico. Per l’anno prossimo è in programma lo sviluppo di altri nuovi prodotti di questo tipo.

«Con circa 14 milioni di caselle di posta elettronica attive, abbiamo una customer base che ci permette di proporre anche campagne di comunicazione mirate sulla base di una segmentazione sociodemografica e comportamentale. Abbiamo infatti recentemente presentato al mercato nuovi formati pubblicitari come la welcome mail, la log-in mail e il video mail star», aggiunge Mirra. «Inoltre, l’offerta di Italiaonline Adv comprende anche progetti su misura, costruiti insieme ai clienti e ai centri media, come quello per l’ultimo lancio dei nuovi Samsung Galaxy Note 3 e Galaxy Gear».

L’azienda punta però molto anche a far crescere la raccolta locale (attraverso la business unit Local), offrendo a piccole e medie imprese servizi di comunicazione che fanno leva su Virgilio Città, ovvero 8.100 portali dedicati ad altrettanti comuni italiani, e su altri prodotti come 1254 e la posta elettronica, con pacchetti di comunicazione di tre tipi (da 99, 149 e 199 euro mensili), che includono la vetrina e un numero di mail promozionali che varia da 10 mila a 20 mila. «Proponiamo anche un servizio, Apritisito.it, per creare in maniera semplice il proprio sito web. La sfida è cercare di rendere facilmente comprensibili gli strumenti di marketing digitale ad aziende piccole e medie, che a volte non hanno competenze in quest’ambito, per cui si tende e proporre pacchetti chiavi in mano».

Sul fronte mobile, invece, è stata appena lanciata la nuova versione di Virgilio in mobilità, seguendo una a strategia che, a differenza di altri che si focalizzano sulle applicazioni, «si basa su un approccio legato al browsing, perché riteniamo che si vada verso una logica multiscreen. Cerchiamo quindi di costruire prodotti che nascano già con la capacità di essere fruiti sia da pc sia da tablet sia da smartphone», conclude Mirra.