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Oggi ci sembra doveroso parlare del decreto Cura Italia, appena firmato dal presidente della Repubblica, che contiene le misure, principalmente economiche, che saranno messe in campo dallo Stato per alleviare l’emergenza. Il decreto è naturalmente molto articolato, ma di seguito sintetizziamo gli aspetti principali.

Le novità del decreto in materia di fisco vanno dalla sospensione dei versamenti di ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei premi per l’assicurazione obbligatoria, alla sospensione di ogni ulteriore adempimento fiscale fino al 31 maggio 2020. Ci sono poi i crediti d’imposta per botteghe e negozi sul 60 per cento del canone di locazione e crediti d’imposta del 50 per cento per agevolare la sanificazione di ogni impresa. Per lavoratori autonomi e partite IVA in arrivo un’indennità di 600 euro, che interessa anche gli operatori turistici stagionali e i lavoratori dello spettacolo.

Rispetto ai mutui prima casa, c’è l’ok per un periodo di 9 mesi all’estensione della moratoria anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 un calo, superiore al 33%, del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 a causa della chiusura o della restrizione della propria attività per l’emergenza. È il cosiddetto Fondo Gasparrini per la prima casa, per accedere al quale non è prevista la presentazione dell’Isee.

Tra le maggiori novità introdotte dal decreto Cura Italia ci sono il congedo parentale di 15 giorni al 50% della retribuzione, e, in alternativa, il voucher baby sitter di 600 euro per chi ha attivato un regolare contratto di collaborazione sul sito Inps. Relativamente al congedo parentale, è accessibile a tutti (comprese partite IVA e co.co.co.) con figli fino a 12 anni, senza limiti di età in caso di figli con disabilità. I 15 giorni sono cumulativi, frazionabili e non posso essere fruiti contemporaneamente da due genitori che lavorano. Il congedo va chiesto al proprio datore di lavoro, ma prima è necessario avviare richiesta nella sezione apposita del sito Inps. In alternativa, il voucher baby sitter di 600 euro può essere richiesto da genitori entrambi con un rapporto di lavoro e con figli minori di 12 anni. L’assegno di 600 euro, che diventa di 1.000 se si lavora nell’ambito sanitario, sarà erogato col “libretto famiglia”, da richiedere sempre registrandosi al sito Inps e accedendo alla sezione apposita.
Inoltre, il numero di permessi mensili retribuiti se si usufruisce della Legge 104 sale a 12 giorni per i mesi di marzo e aprile 2019.
Prevista, infine, l’equiparazione della quarantena a malattia, sia per le persone in quarantena del pubblico impiego che del privato.

Relativamente alle imprese, il decreto Cura Italia introduce importanti strumenti di sostegno alle PMI, che come ben sappiamo sono il motore economico del Paese. In particolare, è prevista la moratoria su prestiti e linee di credito delle piccole, medie e micro imprese, che facciano richiesta alla propria banca o altro intermediario finanziario che ha concesso il credito, con garanzia pubblica al 33%. È inoltre potenziato il fondo di garanzia per le PMI: per 9 mesi, lo Stato fornisce una garanzia per prestiti fino a 5 milioni di euro volta a investimenti e ristrutturazioni di situazioni debitorie.
Inoltre, a favore delle imprese che hanno avuto una riduzione del fatturato a causa dell’emergenza Coronavirus, Cassa Depositi e Prestiti è autorizzata a concedere liquidità tramite banche e altri soggetti autorizzati. È stato anche creato un fondo “Made in Italy”, con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro per quest’anno, per potenziare gli strumenti di promozione e di sostegno all’internazionalizzazione delle varie componenti del sistema Paese, tra cui appunto il piano di sostegno al Made in Italy.

Segnaliamo, infine, le misure del decreto Cura Italia per favorire la didattica a distanza, con l’apposito fondo incrementato a 85 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati a consentire alle scuole statali di dotarsi di piattaforme e strumenti digitali per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione, mentre 70 milioni sono destinati a fornire agli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme e la necessaria connettività di rete. Un passo avanti molto importante per il digitale in aula, perché il futuro si costruisce partendo dalla scuola.

#andratuttobene